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Un'economia agricola


L'economia del Sudamerica
L'economia del Sudamerica. Foto E. Buchot

Per secoli sottoposto a un intenso sfruttamento dalle potenze coloniali europee, il Sudamerica è ancora oggi afflitto da una squilibratissima distribuzione delle risorse, che favorisce maggiormente le popolazioni di origine europea e, tra queste, le oligarchie politiche ed economiche e i ceti medi urbani. A lungo legato all’esportazione di materie prime e prodotti agricoli e agli interventi esterni finalizzati alla realizzazione di infrastrutture che la favorissero, solo a partire dagli anni Trenta del XX secolo il Sudamerica vide la nascita di un’industria locale, la cui variegata produzione era rivolta soprattutto al mercato interno. Favorite da politiche governative, si moltiplicarono le iniziative industriali, anche di tipo avanzato, che cambiarono in pochi anni il panorama economico del continente.

Agricoltura ed industria


Nella seconda metà del Novecento lo sviluppo del continente fu pesantemente condizionato dalla durezza dei conflitti sociali, dagli aspri contrasti all’interno della classe politica, da dittature militari violente e profondamente corrotte.

Il Sudamerica emerse dal periodo delle dittature militari prostrato economicamente e socialmente. I governi che rimpiazzarono le dittature avviarono severi programmi di riforme di stampo neoliberista. Oggi la situazione economica e sociale della gran parte dei paesi sudamericani è drammatica. Gli esiti delle riforme economiche sono infatti controversi; a trarne beneficio è stata una piccola porzione della popolazione, mentre la disoccupazione e la povertà si sono estese colpendo anche le classi medie.

La maggior parte della produzione agricola e zootecnica del Sudamerica è destinata al consumo e ai mercati interni. Ciononostante, le entrate derivate dagli scambi commerciali con l’estero di prodotti agricoli costituiscono una voce importante nel bilancio di numerosi paesi sudamericani. Benché l’agricoltura, insieme a caccia, pesca e attività forestali, rappresenti circa il 12% del prodotto interno lordo, gli addetti al settore primario sono ancora oltre il 30% della forza lavoro in Bolivia, Paraguay, Perù ed Ecuador, fra il 20 e il 30% in Colombia, Brasile e Guyana, e meno del 20% in Suriname, Cile, Uruguay, Venezuela, Argentina e Guayana Francese. La media degli addetti al settore primario era, nel 1998, del 19%.

L’agricoltura sudamericana è caratterizzata e condizionata dall’estrema concentrazione della proprietà, ereditata dal periodo coloniale. L’1% dei proprietari terrieri dispone infatti di circa il 70% delle terre coltivabili, spesso tenute incolte o destinate al pascolo. Il restante 30% delle terre è organizzato in fondi di minuscole dimensioni, coltivati da famiglie contadine spesso poverissime. La scarsa produttività di questi fondi è alla base del continuo abbandono delle campagne e del disordinato e problematico sviluppo delle aree urbane.

La coltivazione intensiva di ortaggi, frutta e di altri prodotti destinati alla commercializzazione è praticata soprattutto nei dintorni delle città, mentre nelle zone rurali si coltivano soprattutto fagioli e mais, destinati all’autoconsumo. frumento e riso vengono prodotti ovunque lo consentano le condizioni climatiche e del terreno. L’allevamento dei bovini assicura ai paesi sudamericani l’autosufficienza alimentare e sostiene in alcuni paesi un fiorente mercato delle esportazioni.

Un’economia agricola orientata ai mercati esteri si è sviluppata nelle aree tropicali e alle medie latitudini, dove i terreni arabili e l’accesso ai porti hanno creato condizioni adeguate. In queste zone la coltura prevalente è quella del caffè, praticata in particolare negli altipiani del Brasile sudorientale e della Colombia centroccidentale. Notevole importanza hanno inoltre il cacao, prodotto nel Brasile orientale e nell’Ecuador centroccidentale, le banane e la canna da zucchero;

le coste del Perù, la Guyana e il Suriname sono aree con una consolidata tradizione nella produzione di zucchero per i mercati esteri; lungo le coste peruviane si trovano inoltre estese piantagioni di cotone. Nel Brasile sudorientale la soia, a partire dagli anni Settanta del Novecento, è diventata un’importante coltura da esportazione. "America meridionale" Origine : e Encarta.

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