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Theravada


Monastero buddhista, Ladakh
Monastero buddhista, Ladakh

Cogliendo in termini estremamente sintetici i dati di una situazione che nella sua evoluzione storica dovette essere certamente alquanto complessa, si può considerare la corrente Theravada e le undici scuole uscite da essa, come l’unica sopravvissuta delle diciotto scuole che raccolsero nelle proprie file i monaci assertori della fedeltà assoluta agli insegnamenti autentici del Buddha storico, in contrapposizione alle rivendicazioni sostenute da quanti, riconoscendosi in una delle cinque scuole della grande comunità mahasanghika, attribuivano ai membri delle diciotto scuole una visione eccessivamente elitaria dell’appartenenza religiosa e una scarsa attenzione al destino dei laici.

Fra queste scuole, quelle vicine all’ambiente della grande comunità mahasanghika delinearono una nuova immagine del Buddha, identificando il fondatore come una delle manifestazioni storiche di un Buddha eterno e trascendente; egli sarebbe apparso sulla terra per comunicare all’umanità la via della salvezza.

Innumerevoli Buddha, mossi a compassione per la miserevole condizione dell’umanità, avrebbero nobilitato con la loro presenza momenti diversi dell’infinita vicenda ciclica della storia del cosmo, degnandosi di assumere la natura umana come ultima tappa di un processo di spogliazione della propria essenza metafisica. I fedeli devono comunque essere in grado di cogliere questa essenza, rivolgendo la loro attenzione, oltre che alle dottrine divulgate dall’ultimo dei Buddha storici, ai messaggi costantemente inviati all’umanità dalla schiera dei Buddha cosmici con le più diverse modalità della comunicazione mistica.

Mahayana


Di questa dottrina si sarebbe appropriata, precisandola ulteriormente, la seconda corrente fondamentale del buddhismo, quella Mahayana, che, emersa in seguito a vicende alquanto oscure fra il II secolo a.C. e il I secolo d.C., si pone di fatto in continuità con il pensiero del mahasanghika, per quanto sia estremamente problematico non solo stabilirne l’origine dall’una o dall’altra scuola, ma anche precisare la zona in cui mosse i primi passi, identificata ora con le regioni meridionali e ora con quelle nordoccidentali del subcontinente indiano.

Maitreya
Maitreya

La corrente Mahayana che, come logica conseguenza della sua concezione, non considera uniche scritture autorevoli quelle del canone pali – legate esclusivamente alla figura del Buddha storico – venera anche numerosi testi redatti in lingua sanscrita, come il Saddharmapundarika Sutra (Sutra del Loto della Buona Legge), l’Avatamsaka Sutra (Sutra della Ghirlanda) e il Prajnaparamita Sutra (Sutra della Perfetta Sapienza), e attribuisce grande importanza alla figura del Bodhisattva, il saggio che, al pari dell’arhatteorizzato dalla scuola Theravada, mira a ottenere l’illuminazione, ma, a differenza di quest’ultimo, ritarda il suo ingresso nella condizione beata del nirvana una volta raggiunto lo scopo supremo, prolungando la sua esistenza corporea al fine di comunicare agli uomini, oggetto della sua compassione, la via della salvezza.

I Bodhisattva rappresentano per i fedeli del buddhismo Mahayana figure da venerare profondamente, riconoscendo loro una dignità vicina per tanti aspetti a quella del Buddha storico.

Quest’ultimo costituisce, nella forma di “corpo di trasformazione”, soltanto una, e la più caduca, delle manifestazioni del “corpo dell’essenza”, la natura più autentica del Buddha cosmico, pura e assoluta nella sua perfezione spirituale, superiore anche a quella del “corpo di beatitudine” da contemplare nello splendore dei cieli, dove egli è assiso per inviare all’umanità i suoi messaggi salvifici.

La moltiplicazione delle figure dei Buddha, venerabili in questa loro multiforme natura dei tre corpi (trikaya) accanto agli stessi Bodhisattva, ha fatto del buddhismo Mahayana una forma di espressione religiosa spiccatamente devozionale, rispetto alla rigida visione della scuola Theravada, che considera unicamente la figura del Buddha storico; essa ha inoltre preparato al successivo sviluppo di un indirizzo che, a motivo dell’utilizzo di pratiche e culti magici ed esoterici simili per tanti aspetti a quelli del tantrismo di matrice induista, si definisce come “buddhismo tantrico” e incorpora la base dottrinale del lamaismo impostosi, dall’VIII secolo d.C., in Tibet, in Mongolia e, con la scuola Shingon, in Cina e in Giappone. "Religioni," Origine : Emmanuel Buchot e Encarta.

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