Storia del Vietnam : La Repubblica socialista del Vietnam
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Nel 1976 il Sud e il Nord furono riuniti nella nuova Repubblica socialista del Vietnam e Saigon mutò il nome in Ho Chi Minh. La conclusione della guerra non portò alla fine delle tensioni interne al paese, né a quelle regionali. La drammatica situazione ambientale, economica e sociale lasciata dalla lunga guerra, le politiche centralistiche e autoritarie attuate dal nuovo regime, il controllo ideologico e poliziesco stabilito dal partito su tutta la società provocarono la diffusione di una tenace opposizione al regime, soprattutto nelle zone rurali meridionali ostili alla collettivizzazione dell’agricoltura. |
Nello stesso anno si aggravarono le tensioni alle frontiere con la Cambogia di Pol Pot, sostenuta dalla Cina, la cui politica era rivolta a contrastare l’affermazione del Vietnam come unica potenza dell’Indocina. Dopo diversi scontri con i khmer rossi, nel dicembre del 1978 l’esercito di Hanoi intervenne in Cambogia insediandovi un governo filovietnamita. All’occupazione della Cambogia seguirono numerose proteste internazionali e soprattutto la rappresaglia della Cina, che nel febbraio 1979 attaccò il Vietnam; il conflitto, per quanto breve (si concluse in marzo), causò ingenti perdite umane in entrambi gli schieramenti e un drammatico peggioramento della situazione del Vietnam, colpito nello stesso anno da una grave carestia. L’esodo dei boat people, iniziato l’anno prima e sino ad allora limitato ai cattolici e agli hoa di origine cinese, andò così intensificandosi ed estendendosi: in poco tempo abbandonarono il paese centinaia di migliaia di persone. |
Isolato, colpito da un severo embargo economico dei paesi occidentali e della Cina, il regime comunista vietnamita si ritrovò costretto ad affrontare una situazione di emergenza, potendo contare solo sugli aiuti dell’Unione Sovietica e del COMECON. La ripresa, già ostacolata dalle ingenti spese militari, fu ulteriormente ritardata dal calo della produzione agricola. A partire dal 1979 la leadership vietnamita tentò di avviare un processo di riforma rivolto a inserire nella vita del paese elementi di liberalizzazione economica e politica, senza tuttavia ottenere significativi risultati. La situazione andò via via deteriorandosi. Nel 1986 l’inflazione raggiunse il 700%; nello stesso anno riprese l’esodo dei boat people (di questo fenomeno non vi sono stime definitive, ma si calcola che in poco più di un decennio abbiano lasciato il paese circa un milione di persone). |
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Boat people del Vietnam |
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