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La "rivoluzione" di Néstor Kirchner in Argentina
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Le elezioni presidenziali del maggio 2003 furono l’occasione per un nuovo drammatico scontro politico, svoltosi prevalentemente in seno al Partito giustizialista, che non riuscì a esprimere un candidato comune. Carlos Menem, ricomparso, dopo le vicissitudini giudiziarie, sulla scena politica argentina con l’intenzione di riconquistare la presidenza del paese, superò il primo turno con il 24,4%, ma, sfavorito dai sondaggi, abbandonò la corsa cedendo la presidenza al secondo arrivato, Néstor Carlos Kirchner, membro dello stesso partito. Le elezioni registrarono il più alto tasso di astensione della storia argentina e sancirono il tracollo dell’Unione civica radicale, tradizionalmente seconda forza del paese dopo i peronisti, il cui candidato raccolse solo il 2,3% dei voti. |
Deciso a prendere le distanze dalla politica degli anni Novanta, Kirchner avviò una strategia mirata a conquistarsi il consenso della popolazione; tra i primi provvedimenti adottati da Kirchner vi furono l’allontanamento degli ufficiali coinvolti nella dittatura militare e la destituzione dei personaggi implicati negli scandali di corruzione. Con un atto clamoroso, nel marzo 2004 chiese, in nome dello stato, le scuse al paese per le ferite inferte dalla dittatura militare, destinando a un “museo della memoria” i locali della famigerata ESMA, la Scuola di meccanica della Marina, dove la dittatura militare allestì uno dei principali centri di tortura e sterminio delle opposizioni. Sul piano internazionale, Kirchner si distaccò progressivamente dagli Stati Uniti, in favore di più stretti rapporti politici ed economici con i paesi del Mercosur, con i quali condusse una lotta comune in seno |
all’Organizzazione mondiale per il commercio e nei negoziati per l’estensione degli accordi NAFTA all’America latina. Ricontrattando il debito con il Fondo monetario internazionale, riuscì a ridare respiro all’economia del paese, che riprese sorprendentemente a crescere, seppur tra gravi problemi. |
Tra i risultati sorprendenti ottenuti da Kirchner, non secondario fu quello del ripristino di relazioni tra la società civile e la politica, profondamente compromesse dalla corruzione e dall’arbitrio che avevano caratterizzato le precedenti amministrazioni. La situazione economica e sociale dell’Argentina rimase critica, ma il paese riuscì in breve tempo ad abbattere il suo debito con il Fondo monetario internazionale, estinguendolo completamente nel gennaio 2006. Nel marzo 2005 il presidente Kirchner propose anche un piano per la restituzione del debito contratto dal paese con i cosiddetti “bond argentini” nei confronti degli investitori internazionali (98 miliardi di dollari), ottenendo alcuni consensi ma anche molti rifiuti. In giugno, la Corte suprema annullò la legge che aveva concesso l’amnistia ai responsabili di violazioni dei diritti umani durante la dittatura militare. |
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Néstor Carlos Kirchner presidente |
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