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Letteratura italiana : dalle origini al trecento
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Gli influssi delle scuole di retorica latine, oltre che dei volgari di Francia, sono già visibili nella prima esperienza di una lirica d’arte in volgare, dispiegatasi in Sicilia tra il 1230 e il 1266 alla corte sveva di Federico II e di suo figlio Manfredi. Non a caso la scuola siciliana nacque a Palermo presso la corte del centro politico più importante in Italia, allora in contatto con varie culture compresa quella araba. I “poeti” erano funzionari di corte (notai, avvocati, giudici) dotati di un’ottima formazione retorica e in grado quindi di comporre in volgare utilizzando la lingua locale modellata sull’illustre esempio del latino per riproporre le tematiche dell’amore cortese secondo le forme della poesia trobadorica. I poeti più famosi di questa scuola sono Jacopo da Lentini, cui è attribuita l’invenzione del sonetto (la forma metrica più importante della tradizione italiana), Guido delle Colonne, Pier della Vigna, Stefano Protonotaro, Giacomino Pugliese, Rinaldo d’Aquino.

 

Pochissimi, tuttavia, sono i testi siciliani ancora oggi conservati in forma originale. L’unico testo completo è una canzone di Stefano Protonotaro; il resto della produzione è giunto a noi attraverso le copie fatte da amanuensi toscani. La fine della monarchia sveva con la battaglia di Benevento (1266) segnò anche la fine della magna curia, l’ambiente politico e culturale in cui prese vita la scuola siciliana.

La sua eredità fu ripresa in Toscana da un gruppo di poeti (il lucchese Bonagiunta Orbicciani, il fiorentino Chiaro Davanzati) tra cui il più autorevole è Guittone d’Arezzo, che non soltanto trattò la lirica d’amore secondo i modelli provenzali, ma adattò la canzone alla tematica morale e a quella politica, fornendo in questo ambito un punto di riferimento per gli sviluppi successivi.

Nell’Italia settentrionale, a parte l’uso del provenzale come lingua poetica (Lanfranco Cigala, Sordello da Goito e altri), si diffuse con successo la letteratura cavalleresca in lingua d’oïl, presto adattata ai volgari locali con la costituzione di una narrativa, trasmessa in un ibrido linguistico, denominata letteratura franco-veneta. I volgari settentrionali vennero impiegati inoltre per testi poetici di tipo didattico e moraleggiante, come quelli di Giacomino da Verona, Uguccione da Lodi e del milanese Bonvesin de la Riva.

Nell’Italia centrale, parallelamente alla diffusione di movimenti religiosi (contano in particolare, sul versante letterario, quello dei flagellanti a Perugia e quello francescano), si diffuse una lirica religiosa. Il testo più antico, precedente anche all’esperienza volgare siciliana, è il Cantico delle creature (detto anche Cantico di frate Sole, forse del 1225) di san Francesco.

Seguì una vasta produzione, spesso anonima, di laudi, che si diffuse dall’Umbria nelle regioni vicine, dove sarebbe rimasta viva fino al Quattrocento. La lauda si sviluppò anche nella forma della lauda drammatica e quindi nel teatro religioso della sacra rappresentazione, un vero e proprio spettacolo di sapore didattico e popolare. Nella fase duecentesca della lauda rientra l’opera di Jacopone da Todi, il temperamento poetico più forte prima di Dante. La sua opera non era destinata alle confraternite religiose, come le altre laude, ma aveva carattere personale e destinazione conventuale.

Particolarmente dipendente dalle scuole di retorica (come quella del bolognese Guido Faba) è all’inizio l’elaborazione di una prosa volgare, legata ai modelli del cursus. La prosa fu impiegata nei volgarizzamenti specie dal latino (ad esempio, Storie de Troia e de Roma). Tra questi, rilievo particolare assume la Rettorica del fiorentino Brunetto Latini, che è volgarizzamento di parte del De inventione di Cicerone, destinato a fornire un modello di linguaggio alla classe dirigente in via di formazione all’interno della civiltà comunale.

Jacopone da Todi
Jacopone da Todi. Encarta
Dal francese si tradussero invece soprattutto romanzi del ciclo bretone. Ma, verso la fine del Duecento, comparvero importanti esempi di prosa narrativa oppure scientifica originale come – rispettivamente – il Novellino e la Composizione del mondo di Ristoro d’Arezzo. "Letteratura italiana," Microsoft® Encarta
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