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Storia della Romania : Il dominio ottomano e l’influenza russa
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Con la sconfitta ungherese nella battaglia di Mohács (1526), l’impero ottomano rafforzò il proprio dominio su tutta la regione balcanica. La Transilvania, rimasta libera dal dominio ungherese, si costituì in principato autonomo. Al termine del XVI secolo, Moldavia, Transilvania e Valacchia furono riunite temporaneamente sotto il governo del principe valacco Michele il Valoroso (1593-1601), scontratosi già più volte con il sultano turco nel tentativo di conquistare l’indipendenza. Per un certo periodo egli riuscì a opporsi agli ottomani; conquistò la Transilvania nel 1599 e la Moldavia nel 1600, proclamandosi “principe di tutti i rumeni”, ma venne assassinato nel 1601.

In seguito al ripristino del dominio ottomano sui principati, i rumeni si rivolsero alla Russia, che aveva offerto la sua protezione alle comunità cristiano-ortodosse. Per arginare la crescente influenza russa e la generale pressione cristiana ai confini dell’impero, gli ottomani affidarono l’amministrazione di Moldavia e Valacchia a gospodari (dallo slavo gospodar, “padrone”) scelti tra i membri di famiglie greche fanariote (cioè del quartiere di Fanar, sede della comunità greca e del patriarca) di Costantinopoli. Molti nobili rumeni (boiari) si allearono con i gospodari e la lingua greca divenne l’idioma ufficiale; negli ultimi decenni del dominio ottomano, i due principati vennero sistematicamente spogliati di ogni ricchezza.

Tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento, accanto a un notevole sviluppo economico, i tre principati rumeni conobbero un risveglio culturale caratterizzato da un rafforzamento della coscienza della “latinità”. Principali artefici di quest’epoca, considerata il “Rinascimento” rumeno, furono i principi Costantino Brâncoveanu (1688-1714) in Valacchia e Dimitrie Cantemir (1673-1723) in Moldavia. Quest’ultimo, celebre umanista e autore di opere di carattere storico e geografico, pose al centro della sua opera e della sua attività politica l’unità dei rumeni e nel 1711 si alleò con Pietro I il Grande contro i turchi.

L’influenza russa si fece preminente dopo il 1750 e perdurò per oltre un secolo. Nel 1774 la Russia sconfisse una prima volta la Turchia, imponendo condizioni meno vessatorie per i due principati; nel 1812, dopo aver

Castello in Romania
Castello in Romania. Encarta
battuto nuovamente la Turchia durante la guerra russo-turca (1806-1812), ottenne la Bessarabia, in precedenza parte del principato di Moldavia. Il declino dell’influenza turca divenne ancor più palese dopo lo scoppio della guerra d’indipendenza greca nel 1821. In base al trattato di Adrianopoli (1829), i due principati, anche se nominalmente rimasti sotto il controllo turco, acquisirono una certa autonomia. L’amministrazione fanariota finì e la Russia ebbe di fatto la sovranità sui due stati; ciò incontrò l’ostilità delle grandi potenze europee, il cui intervento negli affari balcanici era iniziato proprio durante il conflitto in Grecia. "Romania," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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