La sfera d'influenza cinese e l'ascesa dei mongoli in Asia
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Fotografie Asia |
I paesi che subivano l’influenza della Cina, che stava vivendo un periodo di rinascita culturale sotto la dinastia Tang (618-906), non si convertirono all’Islam, la cui influenza si arrestò al bacino del Tarim. I Tang favorirono il confucianesimo, ma il buddhismo conobbe comunque una notevole fioritura, dando origine a nuove scuole, come quella Ch’an (o Zen), che si diffuse in Giappone. La successiva dinastia Song (960-1279) subì la minaccia a nord delle tribù dei khitan e degli jurchen e a sud dei mongoli. |
Frattanto in Corea, il regno unito di Silla (660-935), alleato dei Tang, continuava ad assimilare la cultura e la religione dei cinesi. La successiva dinastia Koryo (935-1392), al pari della dinastia Song, fu attaccata dai khitan e dagli jurchen prima di cadere sotto il dominio dei mongoli. Quando la potenza dei mongoli giunse al tramonto, il potere passò nelle mani della dinastia Yi (1392-1910). |
La rinascita cinese influenzò anche i giapponesi. Gli editti Taika (VII secolo) e Taiho (VIII secolo) adottarono le concezioni cinesi a proposito di governo ed economia. La corte imitò i riti e le usanze cinesi e il buddhismo diffuse la cultura cinese in tutto il paese. Durante il dominio dei Fujiwara, il cosiddetto periodo Heian (794-1185), la corte giapponese raggiunse un alto grado di raffinatezza: poesia, musica, danza, pittura e giardinaggio divennero le principali attività dei cortigiani. La famiglia dei Minamoto impose in seguito una dittatura militare guidata dai cosiddetti shogun (la cui capitale fu Kamakura), mentre gli imperatori a cui era stato tolto il potere si rifugiarono a Kyoto (1185-1333). Lo sforzo di contrastare due invasioni mongole indebolì a tal punto Kamakura che il potere fu conquistato dagli Ashikaga; in seguito il Giappone precipitò nell’anarchia. |
I mongoli che dominarono l’Asia per due secoli provenivano dalle vaste steppe dell’interno. |
Giunsero al potere sotto Gengis Khan, che usò abilmente lo spionaggio, l’inganno e il terrore e uomini valorosi per conquistare la Cina occidentale e settentrionale e parti dell’Asia centrale. In seguito l’impero mongolo si espanse nel Turkestan occidentale e meridionale, in Iran e in Russia. Dopo la conquista della Cina e della Corea, Kublai Khan s’impadronì delle regioni meridionali, dove pose fine al regno Sung e proclamò la dinastia Yuan (1279-1368). Le spedizioni mongole contro il sud-est asiatico e gli attacchi navali contro Giava e il Giappone fallirono. L’impiego di funzionari stranieri, la corruzione, le forti tasse, le inondazioni, la carestia e il brigantaggio furono elementi che concorsero alla cacciata dei mongoli da parte della dinastia Ming (1368-1644). Nel periodo della loro ascesa i mongoli favorirono gli scambi culturali e instaurarono vivaci rapporti commerciali tra Asia ed Europa (ad esempio, il viaggio di Marco Polo fu sostenuto dalla corte mongola della Cina). "Asia," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 |
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Mausoleo di Tamerlano, Samarcanda. Encarta |
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