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Storia della Svizzera : la Riforma protestante e l’unificazione
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La Riforma protestante iniziò a diffondersi in Svizzera nel 1518, quando il pastore Huldrych Zwingli denunciò pubblicamente la vendita di indulgenze da parte dei ministri della Chiesa cattolica romana. Successivamente, sotto la guida dello stesso Zwingli, la città di Zurigo si ribellò all’autorità cattolica e aderì alla Riforma che, sostenuta dalla classe mercantile, rinforzò il sentimento di indipendenza della città sia dalla Chiesa cattolica sia dall’impero. I principi riformisti si diffusero anche in altre città, come Basilea e Berna, ma incontrarono la resistenza della cattolica Svizzera centrale; il conflitto tra cantoni cattolici e riformisti si risolse con la sconfitta degli ultimi nella battaglia di Kappel (1531), che provocò la divisione della federazione. Nel 1536 Ginevra, dove si era appena insediato il teologo francese Giovanni Calvino, si ribellò al Ducato di Savoia, rifiutandosi di riconoscere l’autorità del vescovo cattolico, e dal 1541 al 1564 divenne la roccaforte del protestantesimo calvinista. Pur mantenendo una posizione di neutralità durante la guerra dei Trent’anni (1618-1648), la Svizzera riuscì a ottenere il riconoscimento internazionale di stato indipendente in base alla pace di Vestfalia del 1648. |
Alla fine del XVIII secolo i principi della Rivoluzione francese si diffusero anche in Svizzera, causando vasti sommovimenti rivoluzionari. Nel 1798 la confederazione fu occupata dalle truppe di Napoleone Bonaparte, che la denominò Repubblica Elvetica e impose una Costituzione scritta che, al pari dell’occupazione, fu profondamente osteggiata dagli svizzeri. Nel 1803, Napoleone ritirò le truppe di occupazione e in base all’Atto di mediazione garantì una nuova Costituzione, approvata dalla stessa popolazione locale, che diede al paese un’effettiva struttura federale. |
Il congresso di Vienna, nel 1815, riconobbe la neutralità del paese e il territorio svizzero fu esteso fino a includere 22 cantoni; l’attuale cantone di Neuchâtel rimase possesso del re di Prussia fino al 1857 e da allora i confini del paese sono rimasti immutati. Nel paese, tuttavia, permanevano contrasti tra i sostenitori di una maggiore o minore autonomia cantonale e tra aree cattoliche e protestanti; nel 1847 i cantoni cattolici formarono una lega, il Sonderbund, subito dichiarata contraria alla Costituzione da parte del governo federale; il rifiuto della lega di sciogliersi provocò una breve guerra civile. La sconfitta del Sonderbund portò a una nuova Costituzione (1848) che aumentò il potere del governo federale; sulla base della Costituzione successivamente approvata (1874) la Svizzera divenne uno stato federale. |
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Castello in Svizzera. Encarta |
Verso la fine del XIX secolo iniziò il grande sviluppo economico della federazione. Fedele alla sua politica di neutralità, il paese non partecipò alla prima guerra mondiale; tuttavia il conflitto mise in evidenza la divisione culturale e linguistica del paese, e mentre la popolazione di lingua tedesca sostenne gli imperi centrali, quella di lingua francese e italiana sostenne gli Alleati. La Svizzera conservò la sua neutralità anche durante la seconda guerra mondiale; in seguito, per tener fede alla sua neutralità, non aderì all’Organizzazione delle Nazioni Unite, ma solo alle sue agenzie specializzate. "Svizzera," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 |
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