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Storia del Tibet : Il Tibet diventa una regione cinese
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Nel secondo dopoguerra la fine del dominio britannico in India e la vittoria delle forze comuniste di Mao Zedong in Cina resero ancora più precario lo status del Tibet, che nell’ottobre 1950 venne invaso dalle truppe cinesi.

 

Nel 1951 il governo tibetano fu costretto a sottoscrivere l’“accordo dei 17 punti”, in base al quale il Tibet conservava una certa autonomia, affidando alla Cina la politica estera e la difesa; i cinesi si stabilirono a Lhasa con un quartier generale, rafforzando la loro presenza militare in tutto il paese. Pechino riconobbe formalmente l’autorità del quattordicesimo Dalai Lama, il quindicenne Tenzin Gyatso, impegnandosi a non alterare il sistema politico e sociale esistente in Tibet.

Nel 1953 l’India riconobbe il Tibet quale parte integrante della Cina e ritirò le sue guarnigioni di frontiera. Nel 1954 il Dalai Lama si recò in visita a Pechino e l’anno seguente assunse la guida del comitato chiamato a seguire l’applicazione degli accordi. Dal 1955 crebbe tuttavia il risentimento dei tibetani, che nel 1959 sfociò in una vasta quanto disperata rivolta, repressa nel sangue dai cinesi con un bilancio di decine di migliaia di vittime.

Il Dalai Lama abbandonò il paese seguito da circa 100.000 fedeli e si rifugiò in India, costituendo un governo in esilio a Dharamsala, nell’Himachal Pradesh.

Nel 1963 il Tibet fu chiuso agli stranieri e nel 1965 diventò una regione autonoma della Repubblica popolare cinese. Nel 1964, diventato sempre più critico nei confronti della Cina, il Panchen Lama venne posto agli arresti, per essere rilasciato solo nel 1978. La repressione, mai fermatasi, si intensificò durante la rivoluzione culturale cinese, accanendosi particolarmente contro i religiosi. Secondo le denunce del governo tibetano in esilio (non riconosciute dal governo di Pechino), fino al 1980 le vittime della repressione cinese furono più di un milione e migliaia i monasteri saccheggiati e distrutti. La Cina realizzò una serie di riforme (tra cui la divisione e redistribuzione delle proprietà feudali e l’abolizione della servitù), che smantellarono il sistema teocratico-feudale tibetano. Una massiccia immigrazione cinese mutò il quadro demografico e culturale del Tibet, che visse nel contempo un significativo sviluppo economico.

Scolari a Xigazê, Tibet
Scolari a Xigazê, Tibet. Encarta
"Tibet," Microsoft® Encarta
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