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Gli anni '40 e '50 in Polonia


Palazzo in Polonia
Palazzo della Polonia

La liberazione della Polonia dalla dominazione tedesca iniziò poco dopo lo sbarco alleato in Francia nel giugno 1944. Mentre l’Armata Rossa incalzava le truppe naziste ormai in rotta, in agosto le forze della resistenza polacca presero il controllo di Varsavia; i tedeschi, rioccupata la città in ottobre, ne furono cacciati dalle truppe sovietiche nelle prime settimane del 1945. Nel dicembre 1944 a Lublino si insediò un governo dominato dai comunisti e dai socialisti. Nel 1945 venne formato un governo di unità nazionale, al quale parteciparono membri del governo in esilio.

Conferenza di Potsdam


Nel corso della conferenza di Potsdam vennero stabiliti i nuovi confini della Polonia, che perse molti territori a favore dell’Unione Sovietica, comprendendo invece a occidente aree della Slesia, del Brandeburgo, della Pomerania e della Prussia orientale.

La componente comunista nel governo continuò a rafforzarsi nel corso del 1946 e del 1947. Nelle elezioni parlamentari del 1947, in un clima di forte tensione, la coalizione socialcomunista ottenne più dell’85% dei voti.

A partire dal settembre 1948 nel Partito comunista polacco prese avvio l’epurazione degli esponenti del cosiddetto “deviazionismo nazionalista”; Władysław Gomułka, segretario del partito e vice primo ministro dal 1943, fu tra gli epurati. In dicembre, socialisti e comunisti si fusero per formare il Partito operaio unificato polacco (POUP). Dal 1949 la Polonia aderì al COMECON e divenne uno dei più fedeli satelliti dell’Unione Sovietica.

Dopo che il Vaticano proclamò la scomunica per tutti i comunisti nel 1949, il governo polacco confiscò molte proprietà della Chiesa e ordinò la chiusura delle scuole cattoliche. Il governo si assunse la supervisione della nomina dei sacerdoti, richiedendo a ciascuno di essi un giuramento di fedeltà. Il cardinale Stefan Wyszyński, arcivescovo di Varsavia e primate della Polonia, si oppose a questa misura e fu sospeso dall’ufficio e costretto a ritirarsi in un monastero, riacquistando la libertà solo nel 1956. Nel 1952 il paese adottò una nuova Costituzione e venne proclamata la Repubblica popolare di Polonia.

Gli anni '50


Dopo la morte di Stalin nel 1953, i polacchi avanzarono richieste di riforme istituzionali e di maggiore autonomia dai sovietici. Nel giugno 1956 una protesta di lavoratori nella città di Poznań fu duramente repressa dalle forze di polizia, il cui intervento causò 53 morti e diverse centinaia di feriti. In ottobre Gomułka, che era stato riammesso nel partito, fu nominato primo segretario, mentre alti funzionari staliniani furono allontanati. Gomułka diventò la figura dominante della Polonia. Egli operò con cautela per conciliare i sentimenti nazionalisti con quelli filosovietici e introdurre moderate riforme politiche pur assicurando la continuità del sistema. Nel 1956 concesse la libertà al primate Wyszyński, garantendo ai cattolici una maggiore possibilità di espressione e di culto.

Nel 1957 consentì a candidati indipendenti di presentarsi alle elezioni e avviò un dialogo autonomo con l’Europa occidentale. Il “socialismo nazionale” di Gomułka non fermò tuttavia la crescita dell’opposizione, sia di tipo liberale, sia di tipo nazionalista, spesso venata di antisemitismo.

Il malcontento scoppiò nuovamente nella primavera del 1968, quando alle richieste volte a ottenere una maggiore libertà di espressione il governo rispose con la repressione. Le dimostrazioni studentesche, iniziate a Varsavia, si estesero subito alle università di Poznań, Lublino e Cracovia. Gli studenti richiedevano riforme liberali simili a quelle introdotte in Cecoslovacchia con la primavera di Praga. Nel 1968, durante le conferenze di Varsavia in giugno e di Bratislava in agosto, la Polonia si unì alle altre potenze del patto di Varsavia nella condanna del programma di riforme cecoslovacco; il 20 agosto partecipò all’occupazione della Cecoslovacchia, inviando un contingente di circa 45.000 uomini. "Polonia," Origine : Emmanuel Buchot e Encarta.

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