Storia della Siria : Il dominio greco, romano e bizantino
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Immagini Siria |
Nel territorio corrispondente all’odierna Siria, popolato fin dal Paleolitico, fiorì intorno al 2500 a.C. la civiltà di Ebla (di cui rimangono numerose testimonianze archeologiche), che fu distrutta intorno al 2300 da parte della dinastia accadica di Sumer. La regione siriana cadde in seguito sotto il dominio degli hurriti e vi giunsero successivamente gli amorrei, che emigrarono a Babilonia intorno alla fine del III millennio a.C., e gli hyksos, conquistatori dell’Egitto. |
All’inizio del secondo millennio, il re assiro Shamshiadad I, stabilì nell’estremo nord-est della Siria la capitale del suo regno, successivamente conquistato da Hammurabi di Babilonia. Il nord della Siria fu invaso dagli ittiti intorno al 1600, mentre i discendenti degli hyksos fondarono il regno siriano del Mitanni che, sebbene fosse alleato dell’Egitto, fu sconfitto dagli ittiti intorno al 1350 e, in seguito, dall’Assiria. Le migrazioni degli aramei – genti di origine semita che parlavano l’aramaico – intorno al 1200 portarono alla formazione sul territorio siriano di numerosi piccoli regni e alla fondazione della capitale biblica di Aram (vicino alla moderna Damasco), conquistata nel 732 dall’Assiria. In seguito alla caduta della potenza assira (612 a.C.), la Siria fu governata da Nabucodonosor e dai re caldei di Babilonia, cadendo infine, come tutta la regione babilonese, sotto il dominio di Ciro il Grande di Persia (539 a.C.) fino alla conquista di Alessandro Magno (332 a.C.). |
Alla morte di Alessandro seguì un periodo di lotte per la successione; la parte settentrionale del territorio cadde infine sotto il controllo di Seleuco I (301) che fece di Antiochia la capitale del suo regno. Durante il III secolo a.C. la dinastia tolemaica d’Egitto e i Seleucidi si contesero il dominio della Siria meridionale e della Palestina: entrambe le aree e parte dell’Asia sudoccidentale furono infine conquistate dai Seleucidi sotto i regni di Antioco III e Antioco IV, il conquistatore di Gerusalemme. Il loro regno, chiamato regno di Siria, si sgretolò tuttavia dopo la morte dell’ultimo re e il governo dei Seleucidi si restrinse alle zone circostanti Damasco e Antiochia, mentre sul resto del territorio si affermarono i nabatei e i giudei. La regione entrò a far parte dell’impero romano quando, nel 64 a.C., Pompeo Magno fece della Siria seleucide una provincia romana, con capitale Antiochia. |
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Palmira. Encarta |
Sotto l’impero, la Siria visse un periodo di rinnovata prosperità e di pace, annettendo anche il regno dei nabatei nel 106; Antiochia fu una delle città più importanti di quell’epoca, e vi prosperarono il commercio, l’artigianato e l’agricoltura. Dopo la divisione dell’impero romano, la Siria divenne provincia bizantina (vedi Impero bizantino) per più di due secoli e, sebbene fosse ancora una regione prospera e potente, dovette subire numerosi attacchi da parte della Persia sassanide, fino a che il re persiano Khosrau I si impadronì di Antiochia nel 570 e il suo successore, Khosrau II, la invase ancora una volta nel 606, per esserne poi scacciato (622) da Eraclio. Indebolita dalle guerre, la Siria cadde, nel 636, nelle mani degli arabi, che l’assorbirono nel califfato islamico, in quel periodo in grande espansione. "Siria," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 http://it.encarta.msn.com © 1997-2009 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
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