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Storia dell'Inghilterra : l’Act of Union
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Il regno di Gran Bretagna venne formato nel 1707 dall’unione fra l’Inghilterra (che comprendeva il principato del Galles) e la Scozia. I due paesi fin dal Medioevo costituivano due regni separati, ma dalla morte di Elisabetta I, nel 1603, erano stati governati dallo stesso sovrano. Nel 1707 venne istituito un solo Parlamento e un sistema nazionale unificato per l’amministrazione, la tassazione, i pesi e le misure. Tuttavia Inghilterra e Scozia mantennero le proprie tradizioni giuridiche e due diverse religioni di stato, il presbiterianesimo in Scozia e l’anglicanesimo in Inghilterra e nel Galles.

Uno degli scopi dell’unificazione fu quello di rafforzare il paese impegnato nella guerra di successione spagnola (1701-1714). Sotto la guida di John Churchill duca di Marlborough, l’Inghilterra aveva vinto molte battaglie contro la Francia, allora il più potente stato d’Europa. Nel 1710, tuttavia, fu impossibile impedire che il re francese Luigi XIV eleggesse un borbone al trono spagnolo. Con il trattato di Utrecht (1713), la Gran Bretagna riconobbe il diritto dei Borboni alla corona spagnola, ricevendo in cambio dalla Francia le regioni nordamericane della baia di Hudson, la Nuova Scozia e Terranova. La Spagna cedette alla Gran Bretagna Gibilterra e l’isola di Minorca, garantendo ai mercanti britannici un limitato diritto di commercio con le sue colonie americane; fino al 1750 questa concessione riguardò anche l’asiento, il diritto di importare schiavi africani nell’America spagnola. Alla regina Anna, morta senza lasciare eredi, succedette nel 1714 Giorgio I.

Due importanti crisi segnarono i primi anni del regno di Giorgio I: la rivolta giacobita del 1715, da parte dei seguaci di Giacomo Edoardo Stuart, e il crollo finanziario della Compagnia dei mari del Sud, noto come South Sea Bubble, nel 1720. Il governo locale venne affidato in gran parte alla nobiltà di campagna. A livello nazionale, l’ordinamento dello stato combinava elementi monarchici (il sovrano ereditario), aristocratici (la Camera dei Lord, ereditaria) e democratici (la Camera dei Comuni, elettiva) e prevedeva un potere giudiziario indipendente. Il regno di Anna era stato contrassegnato da un’accesa rivalità tra le due fazioni Whig e Tory. Sotto Giorgio I furono questi ultimi a ottenere maggior consenso. La maggioranza dei cittadini che non godeva del diritto di voto aveva la possibilità di rivolgere istanze, di far parte delle giurie nei processi e di ottenere garanzie contro l’arresto arbitrario. Pieni privilegi politici erano riconosciuti solo agli appartenenti alla Chiesa anglicana.

Fra il 1739 e il 1763, la Gran Bretagna fu quasi ininterrottamente impegnata nei conflitti. Alla guerra contro la Spagna seguì la guerra di successione austriaca, in cui la Gran Bretagna divenne il principale alleato dell’Austria, combattendo la Francia per terra e per mare in Europa, in Nord America e in India. Nel 1745, i giacobiti scozzesi, approfittando dell’impegno della Gran Bretagna sul continente, misero in atto l’ultimo tentativo di riportare sul trono britannico la dinastia degli Stuart. Tornato in Scozia dall’esilio e postosi a capo dei giacobiti, il principe Carlo Edoardo Stuart cercò di rovesciare Giorgio II e marciò con l’esercito verso Londra, ma venne sconfitto nella battaglia di Culloden Moor (1746) e fu costretto a riparare in Francia.
La guerra di successione austriaca si concluse con il trattato di Aquisgrana (1748) che, per quanto riguardava la Gran Bretagna, ristabiliva lo status quo territoriale. La guerra dei Sette anni (1756-1763), oppose la Gran Bretagna, alleata della Prussia, alla coalizione di Francia, Austria e Russia. Con il trattato di Parigi (1763) la Gran Bretagna ottenne tutti i possedimenti francesi in Canada e a est del fiume Mississippi, nonché la maggior parte dei territori francesi in India. La Spagna, che era entrata in guerra a fianco della Francia nel 1762, dovette cedere la Florida. Il trattato di Parigi costituì un trionfo diplomatico che segnò l’apice dell’impero britannico nel XVIII secolo. "Regno Unito," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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