Storia della Birmania : sviluppi recenti
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Nel gennaio 2007 Russia e Cina pongono il veto su una risoluzione di condanna del regime militare birmano presentata dagli Stati Uniti al Consiglio di sicurezza dell’ONU. In marzo Aung San Suu Kyi viene nuovamente costretta agli arresti domiciliari. |
In agosto, l’aumento del prezzo dei combustibili e dei principali prodotti alimentari causa lo scoppio di una forte protesta nel paese, alla cui testa si pongono i monaci buddhisti. Le immagini di massicci cortei e della violenta repressione dell’esercito birmano si diffondono nel mondo grazie a Internet e ai telefoni cellulari, che in seguito il regime provvede a disabilitare. In settembre, dopo molte resistenze, il regime consente all’inviato delle Nazioni Unite Ibrahim Gambari di entrare nel paese e incontrare la leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi. Incerto è il bilancio della repressione, ma secondo le fonti dell’opposizione diverse centinaia di monaci sarebbero stati arrestati o uccisi dall’esercito. Il 4 maggio 2008 il ciclone Nargis raggiunge le coste del paese devastando il delta dell’Irrawaddy. Secondo le stime ufficiali si contano 34.000 morti e 27.000 dispersi, ma diverse agenzie indipendenti parlano di più di 100.000 morti e decine di migliaia di dispersi. |
Il bilancio è tuttavia destinato ad aggravarsi per la lentezza e la carenza dei soccorsi, frenati dallo stesso regime militare che impedisce l’ingresso nel paese degli aiuti e del personale delle agenzie umanitarie internazionali. Nonostante l’emergenza provocata dal ciclone, il regime militare conferma lo svolgimento del controverso referendum sulla nuova Costituzione, che si tiene il 10 maggio. "Birmania," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 |
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