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Storia dell'Indonesia
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A Giava sono stati rinvenuti i resti fossili del cosiddetto “uomo di Giava”, ominide appartenente a una delle prime forme di vita umana (Homo erectus). Durante il periodo neolitico e fino al 1000 a.C., popoli protomalesi approdarono a Giava, dove il bronzo fu introdotto attorno al 300 a.C. dal Vietnam del Nord e dalla Thailandia. Le prime testimonianze di rapporti commerciali tra la baia del Bengala e l’Indonesia, come anche la diffusione dell’induismo, risalgono al I e II secolo d.C. I contatti con la Cina si intensificarono nel III secolo, grazie all’attività missionaria dei monaci buddhisti cinesi.

Due furono i principali tipi di unità politiche dell’arcipelago: gli stati commerciali marittimi, lungo le coste di Sumatra, Giava del Nord, Borneo, Sulawesi e altre isole orientali, e i regni interni basati sulla coltivazione del riso nell’area centrale e orientale di Giava. Il più grande impero marittimo fu quello di Srivijaya, sviluppatosi attorno alla città di Palembang, nella costa sudorientale di Sumatra; verso la fine del VII secolo esso divenne un centro strategico per i commerci con India e Cina, e per cinque secoli monopolizzò i traffici in tutta la regione occidentale dell’arcipelago.

I regni indo-buddhisti interni possedevano un’organizzazione amministrativa gerarchicamente complessa guidata da un re divinizzato; essi hanno lasciato splendide testimonianze della loro civiltà in sontuosi templi (VIII-IX secolo).

Sotto il re buddhista Kertanagara (1268-1292), la potenza di Giava si estese fino a Sumatra. Il suo successore fondò il regno di Majapahit, il maggiore tra i domini giavanesi (1293), che sotto Hayam Wuruk (1350-1389) raggiunse l’apice della potenza, includendo grandi parti di Indonesia e Malesia.

"Indonesia," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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