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Storia Spagna : la Spagna musulmana
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Nel 711 gli arabi attraversarono lo stretto di Gibilterra e sconfissero l’ultimo re visigoto di Spagna, Roderico, giungendo in pochi anni a controllare tutti i territori compresi tra la costa occidentale e i Pirenei. L’avanzata musulmana verso nord venne tuttavia arrestata nel 732 da Carlo Martello nella battaglia di Poitiers. Durante l’occupazione araba, una piccola zona della penisola iberica restò parte della cristianità: il regno delle Asturie, fondato nel 718 dal capo visigoto Pelagio, il cui genero Alfonso conquistò gran parte dell’attuale Galizia e del León, e fu incoronato con il titolo di Alfonso I. Nel 756 Abd al-Rahman, in seguito alla fine del califfato omayyade, si rifugiò in Spagna, dove fondò un emirato indipendente a Cordova; nel 929, un suo discendente, Abd al-Rahman III, prese il titolo di califfo. Durante il periodo del califfato di Cordova la Spagna musulmana raggiunse il suo apogeo, sviluppando sofisticate istituzioni e un’amministrazione centralizzata.

 

Mentre la sua flotta dominava sul Mediterraneo, Cordova divenne un importante centro culturale e artistico, con scuole, biblioteche, università dove si insegnava medicina, matematica, letteratura e filosofia (vedi Averroè; Maimonide). Nell’XI secolo il califfato di Cordova si frammentò in una ventina di regni indipendenti, i cosiddetti reinos de taifas, i più importanti dei quali furono Saragozza, Almeria, Valencia, Siviglia.
L’espansione degli stati cristiani del Nord

Nel X secolo la regione di Navarra divenne un regno indipendente, che sotto Sancio I si estese fino a Burgos e prese in seguito il nome di Castiglia. Il conte Fernán González la rese indipendente dal León nel 932. Nell’XI secolo una parte considerevole dell’Aragona fu presa ai musulmani da Sancio III, re di Navarra, che occupò anche il León e la Castiglia, a capo della quale pose il figlio Ferdinando. Alla morte del padre, questi acquisì la corona del León (1037) e conquistò parte della Galizia.

Consolidato così il suo dominio sulle regioni settentrionali, nel 1056 Ferdinando si proclamò sovrano di Spagna con il nome di Ferdinando I di Castiglia, e avviò la Reconquista dei possedimenti musulmani nella penisola.

Quando Alfonso VI di Castiglia, nel 1086, si impadronì di Toledo, i re delle altre città arabe chiesero aiuto ai sovrani almoravidi, che si impossessarono dei loro domini. Agli almoravidi succedettero gli almohadi, che invasero la Spagna nel 1145. Nella battaglia di Las Navas de Tolosa (1212) gli almohadi furono sconfitti e successivamente espulsi dalla Spagna. La presenza araba si limitò a Cadice, fino al 1262, e al regno di Granada, fino al 1492. Grandi beneficiari della riconquista cristiana furono i regni del Portogallo, di Castiglia (che includeva il León, le Asturie, Cordova, l’Estremadura, la Galizia, Cadice e Siviglia) e d’Aragona (comprendente Barcellona, Valencia e le isole Baleari). Il regno di Navarra passò sotto il dominio francese nel 1234, mentre l’Aragona creò un impero mediterraneo che comprendeva la Sardegna, la Sicilia e la Corsica.

"Spagna," Microsoft® Encarta

Regno almoravide
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