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Letteratura italiana al settecento : La saggistica storico-filosofica
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I propositi di riforma dell’Arcadia non si esaurirono nella lirica e nel melodramma. La restaurazione della tradizione italiana fu compiuta anche attraverso un percorso erudito e storico-filosofico, che risulta meno appariscente ma altrettanto importante per la definizione di una nuova coscienza della realtà italiana e dell’identità nazionale. Un contributo importante fu il lavoro degli eruditi che, attraverso l’ordinamento di archivi, la valorizzazione delle storie locali e la delineazione di bilanci nella storia delle istituzioni e della letteratura stessa, fornirono strumenti di lavoro ancora essenziali per gli studi moderni. Tutte queste opere esprimono l’intenzione di intervenire nella società contemporanea, sia pure in forma moderata e indiretta, e quindi esprimono, nel contenuto, un nuovo senso civile e politico.

Ad esempio, il modenese Ludovico Antonio Muratori, il più importante di questi eruditi, elaborò fin dal 1703 un progetto di politica culturale meno evasivo di quello dell’arcadia lirica in Primi disegni della repubblica letteraria d’Italia.

 

Svolse poi un infaticabile lavoro di archivista nella Modena estense con ricerche sul Medioevo, producendo lavori monumentali come i Rerum italicarum scriptores (1723-1751, Scrittori della storia d’Italia), le Antiquitates italicae medii aevi (1738-1743, Antichità italiane medievali) e, in italiano, gli Annali d’Italia.

Nel Settecento, con lo stesso spirito razionalistico di ridefinizione dello spazio letterario e di valorizzazione della tradizione, nacquero le prime forme di storia della letteratura in cui si accumulano notizie sui generi, sulle opere e sugli autori: la già ricordataIstoria della volgar poesia (1698) di Crescimbeni, l’Idea della storia dell’Italia letterata (1723) di Giacinto Gimma (1669-1735), Della storia e della ragione di ogni poesia (1739-1752) di Francesco Saverio Quadrio, la Storia della letteratura italiana(pubblicata una prima volta tra il 1772 e il 1781, e una seconda volta, purgata di alcuni autori, tra il 1787 e il 1993) di Girolamo Tiraboschi, per citarne alcune.

In ambito storiografico bisogna ricordare la tensione civile del napoletano Pietro Giannone espressa nell’Istoria civile del regno di Napoli (1723), storia laica delle istituzioni, e nel Triregno (pubblicato postumo nel 1895), ricostruzione delle vicende della Bibbia alla luce di un impegno di riforma religiosa, opera che gli causò l’arresto e la morte in carcere. Infine sono da ricordare le grandi ricostruzioni storiche di Giambattista Vico, che si dilatano fino a una filosofia della storia, la cui portata rivoluzionaria avrebbe trovato particolare apprezzamento a partire dall’età romantica.

"Letteratura italiana," Microsoft® Encarta

Ludovico Antonio Muratori
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