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Storia della Spagna : questione delle autonomie in Spagna
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Privo di una sufficiente maggioranza, Aznar ottenne il sostegno del partito autonomista catalano Convergencia i Unió (Convergenza e unione), impegnandosi tuttavia a concedere una maggiore autonomia alla Catalogna. Con il passare degli anni, nella Spagna democratica la questione delle autonomie era andata infatti acquisendo una grande importanza, finendo per costituire, per il governo di Madrid, un problema sempre più pressante. Nel giugno del 1998, i partiti nazionalisti basco, catalano e galiziano avevano infatti promosso un’azione comune per ottenere la revisione della Costituzione del 1978 e l’adozione di un modello confederale.

 

La questione assumeva una particolare rilevanza nelle Province Basche, dove l’ETA perseguiva l’obiettivo dell’indipendenza dalla Spagna e dagli anni Settanta conduceva una violenta offensiva contro le autorità centrali che aveva causato la morte di oltre 800 persone . Alla linea intransigente adottata da Aznar, nel luglio del 1997 l’ETA aveva risposto con il sequestro e l’uccisione di un giovane consigliere comunale basco, militante del Partito popolare, intensificando in seguito la sua strategia terroristica.

L’aggravarsi della crisi spinse i partiti nazionalisti baschi a cercare una soluzione all’annosa questione. Nel settembre 1998, tutte le forze politiche, moderate e radicali, del nazionalismo basco chiesero con il “patto di Lizarra” l’apertura di trattative di pace sul modello irlandese. Per favorire il dialogo l’ETA proclamò un tregua unilaterale, ma il governo centrale respinse la proposta.

Nel 2000 la Spagna fu investita da un’eccezionale ondata di violenza. Accanto ai membri dei partiti popolare e socialista, finirono per entrare nel mirino dell’ETA anche esponenti della società civile basca contrari ai metodi di lotta dell’organizzazione. Particolare scalpore suscitò l’attentato che in maggio causò la morte di José Luis López de la Calle, corrispondente del quotidiano “El Mundo”, più volte perseguitato dal regime franchista per la sua militanza nelle file del Partito comunista spagnolo. Nonostante l’arresto di numerosi membri, l’ETA estese l’offensiva anche al di fuori della regione basca; nel corso dell’estate vennero infatti colpite da attentati dinamitardi Barcellona, Malaga e Madrid. A novembre cadde a Barcellona, sotto i colpi dell’ETA, un altro oppositore del franchismo: Ernest Lluch, professore di economia e ministro della Sanità nel primo governo di Felipe González. "Spagna," Encarta

Membri dell’ETA
Membri dell’ETA. Encarta
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