Protettorato francese Tunisia e lotta per l'indipendenza della Tunisia
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Fotografie Tunisia |
Nei primi decenni del XIX secolo le marine europee e quella americana sferrarono un’offensiva contro gli stati barbareschi, costringendoli ad abolire la pirateria. La drastica diminuzione delle entrate che ne conseguì, il lusso sfrenato dei bey e le costose campagne militari contro le tribù ribelli provocarono una grave crisi economica e un progressivo indebitamento dello stato tunisino con gli stati europei, tra cui la Francia, l’Italia e la Gran Bretagna, che non nascondevano le loro mire egemoniche sulla regione. Nel 1830 la Francia conquistò e annetté l’Algeria. Nel 1869 lo stato tunisino, sull’orlo della bancarotta economica, cadde di fatto sotto la tutela occidentale. |
Al congresso di Berlino del 1878 la Francia accettò di abbandonare ogni pretesa su Cipro in cambio dell’impegno della Gran Bretagna a non ostacolare i suoi disegni sulla Tunisia. Agli inizi del 1881, prendendo a pretesto un ribellione berbera, l’esercito francese di stanza in Algeria penetrò in territorio tunisino, costringendo il bey a firmare il trattato di Kasser Said, noto anche come trattato del Bardo, che istituiva il protettorato francese. Il trattato fu perfezionato nel 1883 con la firma di una convenzione. |
Numerosi coloni francesi si insediarono nei centri costieri tunisini, prendendo in mano l’amministrazione pubblica e l’economia del paese. |
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La diffusione, agli inizi del XX secolo, di ideali nazionalisti, condusse alla nascita di un movimento indipendentista, quello dei cosiddetti Giovani Tunisini, che si ispirava al movimento nazionalista e modernista dei Giovani Turchi. La severa repressione francese riuscì, tuttavia, a tener testa ai movimenti patriottici fino al 1920, data della fondazione del partito Destour (“Costituzione”), che proponeva un vasto programma di riforme costituzionali. Il Destour, bandito nel 1925, continuò tuttavia a operare, e nel 1934, da una sua scissione, nacque una nuova formazione chiamata Neo-Destour. Guidata da Habib Burghiba, si caratterizzava per posizioni indipendentiste più radicali, oltre che per una linea politica mirante a imporre la propria egemonia su tutto il movimento nazionalista tunisino. Nel 1938, in seguito allo scoppio di moti a Tunisi, venne messo al bando anche il Neo-Destour e molti suoi membri, tra cui Burghiba, vennero più volte incarcerati. |
La lotta di liberazione |
Durante la seconda guerra mondiale le autorità francesi in Tunisia collaborarono con il governo di Vichy. Dopo lo sbarco degli Alleati in Algeria e in Marocco nel novembre del 1942, la Tunisia venne occupata dalle forze tedesche, che tuttavia furono costrette prima a ritirarsi e poi a capitolare, sotto l’offensiva alleata, il 12 maggio 1943. La Tunisia fu così posta sotto il controllo di France libre, le forze francesi guidate dal generale De Gaulle. I francesi ne approfittarono per sferrare un nuovo colpo contro i nazionalisti, nonostante questi non si fossero schierati con la Germania e avessero favorito l’avanzata alleata; la deposizione di Moncef Bey e la brutale repressione contro gli indipendentisti suscitò un così profondo risentimento nell’opinione pubblica tunisina, che andò a gonfiare le file neo-destouriane. |
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Nel 1954 il paese giunse sull’orlo di un sanguinoso conflitto; la Francia, già impegnata nella guerra d’Indocina, fu costretta ad avviare dei negoziati con la resistenza tunisina. In un discorso tenuto a Cartagine, il 31 luglio il primo ministro francese Pierre Mendès-France riconobbe al protettorato piena autonomia interna. |
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