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Storia dell'Austria : la prima repubblica austriaca
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Il 28 giugno 1914 l’erede al trono austroungarico Francesco Ferdinando e sua moglie furono assassinati nella capitale bosniaca di Sarajevo dal nazionalista serbo Gavrilo Princip (vedi Attentato di Sarajevo). Un mese dopo, assicuratosi l’appoggio tedesco, il governo asburgico dichiarò guerra alla Serbia, provocando l’intervento di Germania, Russia, Francia e Gran Bretagna. Nella primavera del 1915 l’attività militare austroungarica, concentratasi durante la prima fase del conflitto contro Russia e Serbia, fu condizionata dal mutamento di alleanze dell’Italia che, dichiaratasi neutrale nel 1914, annunciò il suo intervento a fianco dell’Intesa. Le difficoltà della guerra e la morte di Francesco Giuseppe nel 1916 (la cui persona era rimasta uno degli ultimi elementi coesivi dell’impero) accelerarono la crisi delle strutture imperiali. L’anno successivo il nuovo sovrano Carlo I vide fallire i tentativi di ottenere una pace separata con le potenze avversarie, mentre il moltiplicarsi dei moti di protesta nazionalisti rese ingovernabili i suoi domini. |
Dopo che nella primavera-estate del 1918 la sconfitta militare apparve inevitabile ed evidente, una nuova ondata di scioperi e moti secessionisti aprirono la crisi finale. I rappresentanti delle minoranze slave del sud, riunitisi a Zagabria il 7 ottobre, sostennero l’unione con la Serbia, mentre il 28 ottobre i cechi proclamarono una repubblica indipendente a Praga. Il 3 novembre fu il governo ungherese ad annunciare la separazione dall’Austria, che lo stesso giorno firmò l’armistizio con le forze dell’Intesa. Il 12 novembre Carlo abbandonò ogni ruolo nell’amministrazione dello stato e lasciò l’Austria; pochi giorni dopo, tanto in Austria che in Ungheria, venne proclamata la repubblica. |
La repubblica austriaca nacque come un piccolo stato, disorganizzato e impoverito, con circa sette milioni di abitanti. Perdute le regioni industriali di Boemia e Moravia, si poneva quale naturale appendice della Germania, l’unione con la quale, pur auspicata dalla maggioranza dei suoi abitanti, fu esplicitamente proibita dal trattato di pace di Saint-Germain. La nuova Costituzione del 1920 creò uno stato federale, con un Parlamento bicamerale eletto a suffragio universale maschile. La ricostruzione economica ebbe luogo grazie anche ad aiuti esterni, concessi con finalità stabilizzatrici in particolare da Stati Uniti, Gran Bretagna e Svezia. La situazione politica interna rimase comunque difficile, a causa del forte antagonismo venutosi a creare tra la capitale dominata dai socialisti e le province periferiche fortemente conservatrici. |
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Francesco Giuseppe |
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