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Storia della Francia : la presidenza di Mitterrand
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Nel 1981, dopo la vittoria dei socialisti alle elezioni, François Mitterrand succedette a Giscard alla presidenza e Pierre Mauroy divenne primo ministro. Con una netta virata rispetto alla linea politica dei suoi predecessori, il governo Mitterrand procedette alla nazionalizzazione di importanti banche e delle industrie principali, aumentò le tasse, estese la previdenza sociale, incrementò il numero degli impieghi pubblici, abolì la pena capitale e mise fine all’amministrazione centralizzata basata sulle prefetture istituita da Napoleone.

Nel 1982 e 1983 il rallentamento economico e la scarsa efficienza delle imprese statali condussero il governo a prendere misure di austerità. Nel luglio del 1984 Mitterrand operò un rimpasto del suo Gabinetto al quale i comunisti, che avevano fino ad allora presieduto quattro dicasteri, rifiutarono di partecipare. Nel 1986, in seguito alla vittoria di stretta misura riportata dai partiti di destra alle elezioni per l’Assemblea nazionale, Mitterrand nominò un nuovo primo ministro, il gollista Jacques Chirac, tra i fondatori del moderato Raggruppamento per la repubblica (RPR) e sindaco di Parigi. Per la prima volta dal 1958 convivevano alla guida del paese due forze di fronti opposti.

 

Alle elezioni presidenziali del 1988 Chirac fu battuto da Mitterrand, che nominò primo ministro un socialista, Michel Rocard, che disponeva di una maggioranza relativa.

Nel 1990-91 le forze militari francesi parteciparono alla coalizione che intervenne nella guerra del Golfo contro l’Iraq. Nel maggio del 1991, dopo le dimissioni di Rocard, Mitterrand nominò primo ministro la socialista Edith Cresson, prima donna a ricoprire tale carica in Francia, la quale fu tuttavia sostituita da Pierre Bérégovoy nell’aprile del 1992. Alle elezioni parlamentari dell’anno seguente, il Partito socialista perse la maggioranza in seno alla nuova Assemblea. L’Unione per la Francia, una coalizione dell’RPR di Chirac, dell’Unione per la democrazia francese (UDF, guidata dall’ex presidente Valéry Giscard d’Estaing) e di altri partiti conservatori minori, ottenne 484 seggi contro i 54 dei socialisti; le consultazioni videro anche l’affermarsi del Fronte nazionale di Jean-Marie Le Pen, un movimento di estrema destra. Il presidente Mitterrand nominò primo ministro Edouard Balladur, membro dell’RPR.

A maggio, una verifica commissionata dal governo rivelò che la situazione economica del paese era ben più seria di quanto si fosse creduto in precedenza, e si cominciò a temere che l’elevato deficit di bilancio avrebbe minacciato la partecipazione francese nella Comunità Europea, proprio quando era stato a fatica approvato il trattato di Maastricht che rafforzava l’integrazione politica e monetaria europea. Balladur cercò di fronteggiare la grave situazione introducendo un programma di privatizzazioni e di riforme strutturali, ma con scarso esito anche per l’ostruzionismo delle forze di opposizione. Balladur e la sua coalizione riuscirono a vincere ancora una volta le elezioni legislative del marzo 1994; in maggio veniva ufficialmente inaugurato il tunnel sotto la Manica. "Francia," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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François Mitterrand
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