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Il potere russo
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La Federazione Russa, istituita il 25 dicembre del 1991 in seguito allo scioglimento dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), è una repubblica federale guidata da un presidente. La Costituzione, approvata nel 1993, attribuì al presidente della federazione ampi poteri e introdusse un sistema parlamentare bicamerale.

L’esecutivo è affidato al presidente, eletto a suffragio universale per quattro anni e per non più di due mandati consecutivi, al primo ministro e al governo, tutti di nomina presidenziale. Al presidente sono conferiti ampi poteri: può sciogliere la Duma e il governo e indire nuove elezioni; egli è comandante supremo delle forze armate.

Il sistema legislativo poggia sull’Assemblea federale (Federalnoe Sobranie), composta da due camere. La Duma di Stato (Gosudarstvennaya Duma) riunisce 450 membri eletti a suffragio universale per quattro anni; il Consiglio della federazione (Sovet Federatsii) è composto da 178 membri (due rappresentanti per ciascuna delle 89 unità amministrative che compongono la Federazione Russa) in carica per quattro anni.

Il sistema giudiziario del paese prevede una Corte costituzionale, una Corte suprema e una Corte suprema d’arbitrato; i magistrati sono nominati a vita dal Consiglio della federazione su segnalazione del presidente. È in vigore la pena di morte, ma il paese sta attuando una moratoria delle esecuzioni.

La Russia comprende 21 repubbliche, 10 circondari autonomi, 6 territori, due città federali, 49 province e una provincia autonoma. Nel 2000 è stata approvata una riforma istituzionale volta a ridimensionare il potere dei governatori regionali e ad accrescere quello centrale.

Le politiche di difesa competono al Consiglio di sicurezza, che fa capo al presidente federale. Il servizio militare è obbligatorio per tutti i cittadini maschi abili a partire dai 18 anni di età; le forze armate russe contavano, nel 2004, 1.037.000 effettivi. Al capo dello stato spetta la decisione di impiegare gli armamenti nucleari di cui il paese è dotato.

In seguito al crollo dell’Unione Sovietica e al conseguente tramonto dell’egemonia del PCUS, la Russia si è avviata sulla strada del multipartitismo. Il panorama politico russo è ancora molto instabile e frammentario, e dominato da forti gruppi di potere e da influenti esponenti del vecchio e del nuovo regime. Attualmente i maggiori schieramenti politici del paese sono: Russia Unita (Edinaja Rossija), che sostiene il presidente Vladimir Putin; il Partito comunista (Kommunisticheskaya partiya Rossiiskoi Federatsii, KPRF), erede del PCUS; il Partito liberal-democratico di Russia (Liberalno-Demokratičeskaja Partija Rossii, LDPR, ultranazionalisti e xenofobi); Madrepatria-Unione patriottica nazionale (Rodina-Narodno Patriotičeskij Sojuz; populisti). "Russia" Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2008
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