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Argentina negli anni 90 : Il passato sotto inchiesta
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Nel 1995, con la pubblicazione della testimonianza di un ufficiale dell’aeronautica, si riaprì la pagina dolorosa dei desaparecidos. L’ufficiale – che in seguito, sottoposto a continue minacce, ritrattò parte delle sue affermazioni – sostenne di aver fatto parte, durante la dittatura militare, dell’equipaggio di un aereo utilizzato dai militari per liberarsi dei prigionieri politici, gettandoli in mare ancora vivi. Nel 1998 alcuni militari – tra cui Jorge Videla, uno degli alti ufficiali succedutisi alla guida della giunta militare – furono sottoposti a inchieste giudiziarie e arrestati con l’accusa di sequestro di minori, un reato non previsto dalle misure di amnistia di cui avevano goduto i protagonisti della violenta dittatura. |
Al provvedimento della magistratura argentina – che suscitò il malcontento delle forze armate – si aggiunse peraltro quello del magistrato spagnolo Baltasar Garzon (lo stesso che aveva causato, con un’analoga inchiesta, la lunga permanenza agli arresti domiciliari dell’ex dittatore cileno Augusto Pinochet a Londra); nel novembre 1999 Garzon spiccò infatti dodici mandati di cattura internazionali contro membri della passata giunta militare argentina, tra cui lo stesso Videla, l’ex capo della marina Emilio Massera e il generale Leopoldo Galtieri (il protagonista della disastrosa guerra delle Falkland). Tre ufficiali dell’esercito argentino furono in seguito perseguiti dalla legge anche in Italia, per la scomparsa di cittadini italo-argentini durante la dittatura militare; al termine di un processo che vide la testimonianza di diversi parenti degli scomparsi, agli inizi del 2001 i tre ufficiali |
vennero riconosciuti colpevoli dei reati loro ascritti e condannati in contumacia a pesanti pene detentive. |
La questione dei diritti umani, grazie anche alla cresciuta attenzione internazionale e al clamoroso “caso Pinochet”, tornò così alla ribalta anche in Argentina. Agli inizi del 2001 un giudice federale dichiarò per la prima volta incostituzionali le leggi cosiddette dell’“obbedienza dovuta” e del “punto finale”, che, approvate nel 1986-87, avevano garantito l’impunità per tutti i militari coinvolti nella violenta repressione. Il provvedimento, sebbene valido per un unico processo a carico di undici militari, fu accolto con estrema soddisfazione dalle organizzazioni argentine e internazionali che si battono per il rispetto dei diritti umani. Nel 1998 Menem non riuscì nel proposito di ottenere dall’Alta Corte un parere favorevole alla sua terza candidatura alle elezioni presidenziali e dovette cedere il passo a Eduardo Duhalde. |
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Baltasar Garzon |
Il forte malcontento diffuso nel paese nei confronti del Partito giustizialista non favorì tuttavia la corsa di Duhalde, che nelle elezioni dell’ottobre 1999 fu battuto, al primo turno e con uno scarto di dieci punti, da Ferdinando de la Rúa, il candidato dell’Alleanza, composta dai radicali e dal FREPASO (Fronte per un paese solidale). "Argentina" Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2008 http://it.encarta.msn.com © 1997-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
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