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Storia russa : Nicola I
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Nel 1825, dopo la morte di Alessandro, Nicola I succedette al fratello benché un gruppo di giovani ufficiali avesse organizzato una congiura, la cosiddetta rivolta decabrista, per un regime costituzionale. Soffocata rapidamente la cospirazione, lo zar adottò una serie di provvedimenti restrittivi, fra i quali la creazione di una nuova polizia segreta e l’applicazione di una rigida censura su tutte le pubblicazioni. Dopo le rivoluzioni del 1848, Nicola intensificò la campagna repressiva contro l’ideologia liberale diffusasi nei circoli culturali di Mosca e di San Pietroburgo.

 

Nicola I dispiegò una strategia espansionista nei Balcani, estendendo l’impero a sud-ovest verso le province turche, a sud attraverso il Caucaso fino all’Asia centrale e a est fino all’oceano Pacifico. La guerra con l’Iran, cominciata nel 1826, finì due anni dopo con la conquista di una parte dell’Armenia. La flotta russa, nel contempo, si unì alle navi britanniche e francesi, insieme alle quali distrusse la flotta turca nella battaglia di Navarino il 20 ottobre 1827. Nelle successive campagne militari del 1828 e del 1829, la Turchia fu nuovamente sconfitta e con la pace di Adrianopoli (14 settembre 1829) la Russia ottenne la sovranità sui popoli del Caucaso e il protettorato di Moldavia e Valacchia. Le altre potenze europee formarono allora un blocco per neutralizzare l’espansionismo russo. Nel 1853, quando Nicola invase i principati del Danubio, la Turchia dichiarò guerra alla Russia che nella guerra di Crimea (1853-1856) fu nettamente sconfitta da una coalizione formata dagli eserciti britannico, francese, piemontese e ottomano.

Alessandro II e Alessandro III
Nel 1855 Nicola I morì e la pace fu conclusa un anno dopo da suo figlio Alessandro II. La Russia fu costretta ad abbandonare il territorio di Kars e parte della Bessarabia e a rinunciare ai protettorati danubiani.

Per arginare i nefasti effetti provocati dalla guerra di Crimea, Alessandro II promosse alcune riforme. Nel 1861 sancì l’emancipazione dei servi della gleba e, nel 1864, creò le assemblee provinciali elettive (zemstvo) e riorganizzò la giustizia. Lo zar si rifiutò però di approvare una Costituzione o l’organizzazione di un’assemblea nazionale rappresentativa. Durante il suo regno si moltiplicarono i fermenti rivoluzionari: dal movimento nichilista, che lottava per l’emancipazione individuale, a quello populista delnarodniki, attivo nell’organizzazione delle rivolte contadine. Alessandro II fu assassinato nel 1881 da un membro del gruppo rivoluzionario Narodnaja volja (Volontà del popolo).

Il nuovo zar, Alessandro III, condusse una politica reazionaria e repressiva riducendo drasticamente le competenze degli zemstvo e proseguendo l’opera di russificazione delle minoranze dell’impero. La propaganda rivoluzionaria e le teorie marxiste trovarono molti sostenitori tra i lavoratori delle fabbriche, aumentati notevolmente dopo la realizzazione di un intenso programma di industrializzazione. "Russia," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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Alessandro II Romanov
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