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Storia dell'Indonesia : lotte per il potere
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In un clima di violenza provocato dalle milizie filoindonesiane spalleggiate dall’esercito di Giacarta, il 30 agosto 1999 a Timor Orientale si svolse un referendum che respinse a grande maggioranza la proposta di Giacarta, scegliendo l’indipendenza. Il 4 settembre, poche ore dopo la proclamazione dei risultati, si scatenò la violentissima reazione delle milizie filoindonesiane, che nell’arco di pochi giorni misero a ferro e fuoco centinaia tra città e villaggi, uccidendo migliaia di persone e costringendone alla fuga centinaia di migliaia. Il 15 settembre l’ONU autorizzò l’invio di una forza di pace, che, costituita soprattutto da truppe australiane, il 24 settembre sbarcò a Timor Orientale. A ottobre, il Parlamento indonesiano fu costretto dalle pressioni internazionali a ratificare i risultati del referendum, annullando l’annessione del 1976. |
Nel settembre del 1999 il Parlamento indonesiano elesse Abdurrahman Wahid alla presidenza e Megawati Sukarnoputri alla vicepresidenza del paese. Leader della Nahdlatul Ulama, la maggiore organizzazione islamica indonesiana, ma popolare anche al di fuori della comunità islamica per la sua visione laica della democrazia e dello stato, Wahid avviò un tentativo riformatore, scontrandosi ben presto sia con i settori legati al vecchio regime di Suharto, sia con la Muhammadjiyah – l’altra forte organizzazione islamica guidata dal presidente del Parlamento Amien Raïs – sostenitrice di un ruolo più centrale dell’islam nella società. Il presidente Wahid – la cui posizione era già compromessa dalla conflittualità all’interno del governo di unità nazionale – fu così coinvolto in una furibonda lotta per il potere. |
Accusato di corruzione e censurato dal Parlamento, Wahid fu sottoposto a una violenta offensiva da parte della Muhammadjiyah, che prima richiese a gran voce le sue dimissioni e in seguito promosse la procedura di impeachment. Il drammatico braccio di ferro si concluse nell’estate 2001, quando Wahid, sempre più isolato, compì un ultimo tentativo di conservare il potere decretando lo stato di emergenza, ma, perso il sostegno dell’esercito e abbandonato anche dai suoi collaboratori, fu destituito il 23 luglio dal Parlamento che aveva rifiutato di sciogliersi; al suo posto fu nominata la vicepresidente Megawati Sukarnoputri. "Indonesia," Microsoft® Encarta |
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