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Israele negli anni '80


Ehud Barak e Yasser Arafat
Barak e Arafat

Nel 1981, anno in cui il Likud tornò alla guida del paese, Israele inviò alcuni bombardieri a distruggere un reattore nucleare in costruzione nei pressi di Baghdad, in Iraq, suscitando reazioni negative a livello internazionale, che furono accentuate poi dall’annessione unilaterale delle alture del Golan. Nonostante questi sviluppi e le complicazioni causate dall’assassinio di Sadat (ottobre 1981), nel 1982 venne completato il ritiro israeliano dal Sinai. Due mesi dopo Israele invase il Libano, con l’intenzione di disfarsi della presenza dell’OLP in quell’area e di instaurarvi un governo filoisraeliano; dopo aspri combattimenti nei dintorni di Beirut, i palestinesi ritirarono le proprie forze dalla città, mentre le truppe israeliane rimasero di stanza nella zona meridionale del paese. In seguito alle proteste internazionali – dovute anche al vasto massacro commesso da milizie cristiane nei campi profughi palestinesi controllati dagli israeliani – e alla continua crisi economica, Begin annunciò le sue dimissioni da primo ministro e da leader del Likud nell’agosto del 1983; gli succedette il ministro degli Esteri Yitzhak Shamir. Nelle elezioni del 1984 vinsero di stretta misura i laburisti che, insieme al Likud, formarono un governo unitario, nell’intento di ristabilire le relazioni internazionali. La carica di primo ministro fu così affidata a Shimon Peres; nel 1986 questi fu sostituito da Shamir.

Dall’intifada agli accordi di Oslo


I rapporti tra israeliani e palestinesi entrarono in una nuova fase nei tardi anni Ottanta, con l’avvio dell’intifada (1987), una serie di rivolte palestinesi nei territori occupati.

La dura risposta del governo attirò le critiche dell’Occidente e dell’ONU. La coalizione Likud-laburisti crollò nel 1989 e Shamir guidò un governo provvisorio sino al giugno del 1990. Tra il 1989 e il 1990 giunsero oltre 200.000 ebrei dall’Unione Sovietica; questa nuova ondata immigratoria minò gravemente la già debole struttura economica del paese. Durante la guerra del Golfo, in cui molti palestinesi appoggiarono l’Iraq, numerosi missili Scud colpirono ripetutamente Israele, che non si lasciò, tuttavia, coinvolgere nel conflitto.

I primi colloqui di pace tra Israele, le delegazioni palestinesi e i confinanti stati arabi iniziarono nell’ottobre del 1991. Nel 1992 il Likud perse le elezioni parlamentari e il leader del Partito laburista Yitzhak Rabin formò un nuovo governo. Nel 1993 il primo ministro Rabin e il leader dell’OLP Yasser Arafat firmarono a Washington uno storico trattato di pace (frutto di un lungo lavoro preparatorio svoltosi nei mesi precedenti a Oslo in gran segreto). Il leader palestinese riconosceva a Israele il diritto a esistere come stato; Israele si impegnava a concedere l’autogoverno palestinese nei territori occupati, prima nella striscia di Gaza e nella città di Gerico e successivamente in altre aree della Cisgiordania.

Nel maggio dello stesso anno le truppe israeliane si ritirarono da Gerico e dalla striscia di Gaza, che passarono sotto l’autorità palestinese. A luglio, Rabin e Hussein di Giordania firmarono a Washington un accordo di pace che, fondamento per il vero e proprio trattato del 26 ottobre, pose fine a 46 anni di guerra tra i due paesi.

Le trattative tra Israele e Siria nell’aprile del 1995 furono bloccate dal disaccordo sul possesso delle alture del Golan; nello stesso mese il governo annunciò l’espropriazione delle terre arabe a Gerusalemme Est. La lentezza nell’applicazione degli accordi di Oslo causò tuttavia nei territori occupati un grande malcontento verso l’autorità palestinese e un rafforzamento delle forze ostili all’accordo di pace, in particolare i movimenti integralisti islamici Hamas e Jihad, che intensificarono l’attività terroristica compiendo gravi attentati nelle città israeliane. Anche in Israele si rafforzarono le posizioni di quanti erano ostili all’accordo di pace e diversi attentati colpirono la comunità arabo-israeliana (il più grave a Hebron, dove un militante della destra integralista ebraica compì un’irruzione armata in una moschea uccidendo 29 persone). Malgrado le proteste, spesso violente, il processo di pace non si arrestò. "Israele," Origine : Emmanuel Buchot e Encarta.

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