Storia Spagna : inizio dell’era moderna
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Fotografie Spagna |
Nel 1469 il matrimonio di Isabella I di Castiglia con Ferdinando II il Cattolico d’Aragona diede avvio al processo di unificazione della Spagna cattolica. Durante il loro regno fu istituita la Santa Inquisizione (1478) e, con la presa di Granada (1492), fu portata a termine la Reconquista. Le esplorazioni di Cristoforo Colombo e il trattato di Tordesillas firmato con il Portogallo nel 1494 aprirono le porte del Nuovo Mondo: alla metà del XVI secolo la Spagna controllava una consistente parte del continente sudamericano, l’America centrale, la Florida, Cuba e, in Asia, le isole Filippine. L’affermazione spagnola in Europa fu agevolata dall’applicazione delle strategie e delle tecniche militari sperimentate con successo nelle guerre contro i musulmani. Il principale avversario della Spagna fu in questa fase iniziale la Francia: la lotta, iniziata nel 1495 con la campagna d’Italia di Carlo VIII di Francia, proseguì per tutto il regno di Ferdinando il Cattolico. |
Gli Asburgo |
Dopo la morte di Isabella di Castiglia e di Ferdinando, Carlo V divenne il primo sovrano della Spagna unita (con il nome di Carlo I). Il nuovo re proseguì la politica antifrancese di Ferdinando con una serie di guerre che resero la Spagna potenza egemone sul territorio italiano e sulle rotte marine del Mediterraneo occidentale, dopo che le vittoriose spedizioni contro Tunisi (1535) e Algeri (1541) avevano bloccato l’espansione turca nelle regioni nordafricane. |
Nel 1555 Carlo abdicò in favore del figlio Filippo II. L’impero americano era ormai consolidato e forniva grandi ricchezze; le guerre con la Francia erano terminate con il trattato di Cateau-Cambrésis: aveva così inizio il siglo de oro (secolo d’oro) della cultura e dell’arte ispaniche. Nel 1580, la morte del re Enrico di Portogallo fornì a Filippo l’occasione per rivendicare e ottenere la corona lusitana che, con i relativi possedimenti in Asia, Africa e Brasile, portò alla creazione del più vasto impero coloniale del mondo. Il fanatismo cattolico di Filippo II finì tuttavia per creargli gravi problemi. Nei Paesi Bassi, dove il sovrano spagnolo perseguitò i protestanti e pretese di governare ignorando tradizioni e leggi locali, nel 1568 scoppiò un violento conflitto. |
La spedizione dell’Invincibile Armata contro l’Inghilterra della regina Elisabetta I, che appoggiava i ribelli olandesi, nel 1588 si risolse in un grande disastro. |
Anche la situazione interna cominciò a deteriorarsi. L’eccessivo potere dato all’Inquisizione provocò il declino della vita intellettuale spagnola; alla sua morte, nel 1598, Filippo II lasciò il paese oppresso da una grave crisi. Il successore, Filippo III, congelò ogni azione militare all’estero; nel 1609 espulse circa 250.000 moriscos (arabi cristianizzati), spopolando ulteriormente la Spagna, già decimata dalle epidemie del 1590, e creando nuovi problemi all’economia. L’erede al trono, Filippo IV, cedette di fatto la guida del regno a Gaspar de Guzmán, conte di Olivares, che riprese le operazioni militari in Olanda e coinvolse la Spagna nella guerra dei |
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Invincibile Armata. Encarta |
Trent’anni. Nuovi aumenti delle imposte e la coscrizione obbligatoria causarono la rivolta della Catalogna e del Portogallo. Dopo una serie di sconfitte, Olivares fu estromesso e la Catalogna venne riconquistata, ma nel 1648 l’indipendenza olandese dovette essere riconosciuta, così come quella portoghese nel 1668; il Roussillon e la Cerdagne tornarono alla Francia nel 1659. La situazione peggiorò ulteriormente durante il regno di Carlo II. "Spagna," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 http://it.encarta.msn.com © 1997-2009 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
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