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Il ponte Rialto di Venezia informazioni
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Vi sono a Venezia attività che necessariamente si concentrano, sia per specifiche esigenze di carattere funzionale, sia per l’intenzionale disegno di simboleggiare, con il loro confluire in spazi e siti significativi, la magnificenza della città: Rialto, nel suo baricentro esatto, luogo di convergenza è concentrazione dell’immenso tessuto commerciale della Repubblica; San Marco, dove chiesa e potere civile si incontrano nella più significativa cerniera fra città e laguna; e l’Arsenale, posto significativamente al margine orientale della città, verso il mare. Encarta

Il ponte del Rialto
Informazioni sul ponte del Rialto

Il baricentro commerciale è quindi a Rialto. Rialto occupa l’insula fittamente costruita posta nella maggiore ansa del Canal Grande quasi a formare una sorta di penisola, tutta permeabile ai piani terra per una fitta rete di percorsi e spazi pedonali. Da sempre ha ospitato le strutture necessarie per svolgere il ruolo di centro operativo del commercio internazionale su cui si basavano le fortune della Serenissima: centro commerciale, mercato, sede delle magistrature legate alle attività economiche, centro bancario e finanziario di un estesissimo impero commerciale, sede di banchi pubblici e privati, con una sorta di borsa merci, e prossimo ai fondachi più ricchi, fra cui quelli dei Tedeschi e dei Persiani;

Mercato di Venezia. Foto E. Buchot
ricco di botteghe per il commercio e la lavorazione di materie preziose lì convergenti da itinerari lontanissimi – se ne vedano le memorie nella ricca toponomastica locale – ma anche di luoghi del commercio quotidiano per gli abitanti della città (anch’essi segnati dalla toponomastica: “erbaria”, “casaria”, “naranzaria”, “beccaria”, “pescaria”, e poi le rive “del ferro”, “del carbon”, “del vin”, “dell’olio”, e così via), tutti disposti secondo una gerarchia che privilegia al centro chi commercia i beni più preziosi.

I mercati vi sono stabiliti fin dall’anno 1000, e la presenza cospicua di case-fondaco ne testimonia ancor oggi il ruolo; ma Rialto è anche l’esempio di quella crescita senza trasformazione che è così peculiare di Venezia: quasi tutto qui è stato rifatto a partire dal 1513, dopo che un immane incendio aveva distrutto gran parte delle strutture esistenti. Ma nella ricostruzione cinquecentesca vengono ampiamente riutilizzati muri e fondazioni di manufatti preesistenti, cosicché l’immagine complessiva, pur nella mutata veste architettonica delle sansoviniane Fabbriche Nuove o dei numerosi edifici realizzati dallo Scarpagnino, ripropone l’antico sedime:

Venezia vista del ponte del Rialto

valga per tutti l’esempio delle due chiese di San Giacomo di Rialto e di San Giovanni Elemosinario, rifatte appunto sulle strutture delle più antiche basiliche medievali. Ma vi sono anche architetture che, pur nell’accordo con quanto vi era di preesistente, introducono elementi originali nel contesto dell’antico centro commerciale: come il palazzo dei Camerlenghi, o quello dei Dieci Savi alle Decime (una sorta di ministero delle finanze della Serenissima) e soprattutto il ponte di Rialto, realizzato fra il 1588 e il 1591, dopo un concorso bandito dalla Repubblica e per il quale nel 1554 avevano presentato i loro progetti alcuni fra i più celebri architetti del momento. Rialto è legato a San Marco attraverso il percorso antichissimo delle Mercerie che conduce nella piazza attraverso la torre dell’Orologio: ed eccoci nel cuore religioso e politico della città. La preminenza delle architetture rinascimentali non deve trarci in inganno: San Marco è da sempre il cuore della città, fin da quando, nell’anno 828, veniva qui sbarcato il corpo del santo, fatto catturare nella lontana Alessandria d’Egitto dai Veneziani per affermare simbolicamente con il possesso di una testimonianza così clamorosa la loro presenza politica nel mondo medievale.Encarta

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