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Storia della Repubblica dominicana : l’influenza statunitense
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Agli inizi del Novecento la repubblica dovette misurarsi con uno stato di acuta crisi economica e, per far fronte agli ingenti debiti, si vide costretta a intensificare le relazioni con gli Stati Uniti; questi ultimi, dal canto loro, attraverso un trattato sottoscritto nel 1906, si impegnarono a estinguere i debiti del paese in cambio dell’amministrazione delle sue dogane.

Le ondate di disordini che seguirono il trattato indussero gli americani a occupare militarmente il paese nel 1916, per un periodo di circa otto anni. Nel 1924, con l’evacuazione militare dei marines statunitensi, fu ripristinato un governo costituzionale (ma il controllo sulle dogane sarebbe durato fino al 1940 e soltanto nel 1947 il paese avrebbe battuto una propria moneta per sostituire il dollaro statunitense).

Nel 1930 il generale Rafael Leónidas Trujillo y Molina fu eletto presidente e in breve tempo instaurò un regime dittatoriale, eliminando ogni forma di opposizione. Nel 1952 Trujillo cedette la presidenza al fratello Héctor, ma continuò a esercitare il controllo su ogni aspetto della vita di Santo Domingo e soprattutto, con la sua famiglia, su gran parte dell’economia del paese.

La Repubblica Dominicana, dopo la seconda guerra mondiale, durante la quale si era schierata al fianco degli Alleati, divenne membro delle Nazioni Unite e nel 1948 entrò a far parte dell’Organizzazione degli stati americani (OSA). Questo organismo, negli anni seguenti, condannò ripetutamente il regime dominicano; alla condanna si unirono gli Stati Uniti, che avevano precedentemente sostenuto il regime di Trujillo. Le pressioni internazionali rafforzarono l’opposizione interna; nel 1961 il dittatore fu rovesciato e giustiziato da un gruppo di militari appoggiati dalla CIA.

"Repubblica dominicana," Microsoft® Encarta

Rafael Trujillo in Repubblica dominicana
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