Storia dell'Islanda: l'indipendenza islandese
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La modernizzazione del paese andò di pari passo con la lotta per l’indipendenza: nel 1904 l’Islanda conseguì la piena autonomia interna e nel 1918 venne proclamata stato sovrano sotto la corona danese, secondo il Trattato d’Unione per il quale la Danimarca avrebbe continuato a mantenere il controllo sugli affari esteri islandesi per venticinque anni. Grazie allo sviluppo dell’industria del pesce e della rete stradale, il periodo tra le due guerre mondiali coincise con una rapida crescita economica. |
L’invasione tedesca della Danimarca nell’aprile 1940 separò l’Islanda dalla corona danese. Sull’isola si insediarono le truppe britanniche, rimpiazzate da quelle statunitensi nel 1941. Nello stesso anno il governo islandese nominò reggente Sveinn Björnsson, già ministro del governo danese. Nel 1943 l’Islanda rescisse unilateralmente il Trattato d’Unione e, in seguito a un referendum, ruppe, all’inizio del 1944, le relazioni diplomatiche con la Danimarca. Il 17 giugno 1944 a Thingvöllur fu proclamata la Repubblica d’Islanda e Sveinn Björnsson ne divenne il primo presidente. |
L’Islanda celebrò la propria indipendenza dalla Danimarca sotto l’occupazione alleata. Nel dopoguerra, la permanenza delle basi statunitensi sull’isola provocò tensioni tra le diverse forze politiche islandesi. Nel 1949, con l’ingresso del paese nella NATO, l’Islanda si affidò per la sua difesa agli Stati Uniti, concedendo loro la base militare di Keflavík. La questione divise a lungo il paese, tornando di attualità negli anni Settanta, quando andò al governo una coalizione di cui era parte l’Alleanza popolare. Questa promosse una forte protesta contro la presenza delle truppe statunitensi, che nel 1985 indusse l’Althing a bandire le armi nucleari sul territorio islandese. "Islanda," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 http://it.encarta.msn.com © 1997-2009 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
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