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L'India nei primi anni 2000


Pratibha Patil
Pratibha Patil

Il 2003 segnò una ripresa del dialogo indo-pakistano, favorito anche dal miglioramento delle relazioni tra India e Stati Uniti e dalle pressioni di Washington sul governo di Islamabad. In seguito ad alcuni incontri tra le diplomazie dei due paesi, venne riaperta la linea di comunicazione stradale Delhi-Lahore e venne stabilito un nuovo cessate il fuoco sulla “linea di controllo” in Kashmir. Il governo indiano avviò un’analoga strategia con il movimento nazionalista kashmiro, ottenendo una positiva risposta da parte della sua componente più moderata. Il dialogo tra India e Pakistan si approfondì ulteriormente agli inizi del 2004, in seguito a un nuovo invito (“la mano dell’amicizia”) rivolto da Vajpayee al leader pakistano Musharraf. Forte dei successi diplomatici e del buon andamento dell’economia (che tuttavia beneficiava principalmente le classi medie urbane) e convinto di trarre profitto dal favorevole clima politico interno e internazionale (e dalla profonda crisi del Partito del Congresso), il Bharatiya Janata Party del primo ministro Vajpayee decise di ricorrere a elezioni politiche anticipate.

La campagna elettorale registrò però la sorprendente ripresa del Partito del Congresso, la cui guida, dopo molte polemiche sulle sue origini italiane, era stata affidata a Sonia Gandhi, la vedova di Rajiv.

Questa riuscì infatti, con un estenuante viaggio che toccò gli angoli più remoti del paese, a conquistarsi il sostegno delle classi rurali e dei larghi settori poveri urbani, sui quali non produsse invece alcun effetto né lo slogan “India Shining” (“India splendente”) di Vajpayee, né il suo richiamo all’“indutva” (il nazionalismo identitario indù). Le elezioni di aprile si conclusero così con l’inaspettato tracollo dei partiti della coalizione governativa e con il successo del Partito del Congresso e dei suoi alleati.

Il ritorno della famiglia Gandhi sulla scena politica indiana venne sancito anche dalla conquista da parte di Raul Gandhi (figlio di Sonia e Rajiv) del seggio appartenuto alla nonna Indira.

All’indomani delle elezioni, per mettere a tacere le polemiche e favorire la convivenza tra le varie comunità religiose ed etniche indiane, Sonia Gandhi rinunciò alla poltrona di primo ministro, affidando la guida del governo a Manmohan Singh, primo esponente della comunità sikh a ricoprire tale incarico.

Il 26 dicembre l’India venne raggiunta, con gli altri paesi del golfo del Bengala, da un’eccezionale onda anomala (il cosiddetto tsunami), che spazzò le coste del Tamil Nadu causando migliaia di morti e ingentissimi danni. Nell’aprile 2005 venne istituito un servizio di autobus tra Muzaffarabad e Srinagar, unendo per la prima volta dopo sessant’anni le due parti del Kashmir.

Sviluppi recenti


Nel marzo 2006 l’India sottoscrive un accordo con gli Stati Uniti, sottoponendo a un maggiore controllo il suo programma nucleare. Nel febbraio 2007 l’India firma un accordo con il Pakistan, rivolto a diminuire i rischi di uno scontro nucleare tra i due paesi.

Un’ondata di scontri intercomunitari e di attentati sconvolge il paese, causando centinaia di vittime; l’episodio più grave si verifica a Mumbai, dove nel luglio 2006 più di 180 persone perdono la vita nell’esplosione di diverse bombe collocate sui treni del sistema ferroviario cittadino. Nel luglio 2007 Pratibha Patil viene eletta alla presidenza dell’India.

Nel novembre 2008 Mumbai è nuovamente colpita da una serie di gravi attentati che causano 195 morti e quasi trecento feriti: gli attacchi più gravi si verificano alla stazione ferroviaria (dove esplode una bomba in una sala d’aspetto), in tre hotel di lusso, frequentati perlopiù da stranieri, e in un centro ebraico. Gli alberghi e il centro ebraico vengono occupati dai terroristi, che tengono anche in ostaggio diverse persone. Dopo tre giorni di combattimenti, le forze speciali indiane riescono infine a liberare gli ostaggi e a uccidere i terroristi. Gli attentati sono rivendicati dai Deccan Mujahideen, un gruppo sconosciuto fino a quel momento; il governo indiano ha indicato il Pakistan quale paese di provenienza dei terroristi. Forti sono i sospetti su un coinvolgimento di Al Qaeda nell’organizzazione degli attentati. "India" © , Encarta, Wikipedia

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