Storia colombiana : la guerriglia
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Fotografie Colombia |
In base all’accordo sull’alternanza, a partire dal 1958 si succedettero alla presidenza del paese esponenti dei partiti liberale e conservatore. Il “Fronte nazionale” consentì una certa stabilità, ma, per la difficoltà a raccogliere la maggioranza dei due terzi necessaria ad approvare le leggi, visse lunghi periodi di paralisi. Questo clima di stallo, il diffondersi della corruzione e la crisi economica in cui il paese si dibatteva, favorirono la ripresa di una larvata guerra civile. |
Guillermo León Valencia, eletto alla presidenza nel 1962, dichiarò lo stato d’assedio, che si protrasse anche durante la presidenza del liberale Carlos Lleras Restrepo. Nel contempo andò intensificandosi il fenomeno della guerriglia. |
Nel 1965 nacquero l’Esercito di liberazione nazionale (ELN), con radici in ambienti religiosi, universitari e contadini, e l’Esercito popolare di liberazione, di tendenze maoiste. Nel 1966, dalle milizie contadine legate al Partito comunista si formarono le Forze armate rivoluzionarie colombiane (FARC). Nonostante la severa repressione esercitata dal governo, la guerriglia si rafforzò anche nelle città; nel 1971 fece la sua comparsa il Movimento 19 aprile (M-19), i cui membri provenivano in gran parte dalle università e dalle classi medie urbane. Nel 1974, alla scadenza del patto del “Fronte nazionale”, alla presidenza del paese venne eletto il liberale Alfonso López Michelsen, ma ai conservatori furono comunque affidati alcuni ministeri. Nel frattempo andarono acuendosi i problemi del paese, legati alla corruzione, alla mancata realizzazione della riforma agraria, all’alto tasso di disoccupazione e al rapido processo di urbanizzazione. |
Al fenomeno della guerriglia si aggiunse una forte protesta studentesca e operaia, duramente repressa dal governo Michelsen che introdusse nuovamente lo stato d’assedio. |
Nel 1978, in una consultazione elettorale contrassegnata da una bassa percentuale di votanti, un altro liberale, Julio Turbay Ayala, conquistò la presidenza, riservando a sua volta diversi incarichi ministeriali ai conservatori. Nel 1980, la guerriglia occupò per 61 giorni l’ambasciata dominicana di Bogotá, tenendo in ostaggio numerosi diplomatici stranieri. Il conservatore Belisario Betancur Cuartas, eletto alla presidenza nel 1982, avviò una serie di riforme e promulgò un’amnistia grazie alla quale vennero liberati circa 400 guerriglieri; ciò permise al governo di avviare il dialogo con le forze antagoniste, tra cui le principali, M-19 e FARC, nel maggio 1984 accettarono una tregua. Lo scontro, mai del tutto sopito, riesplose nel novembre 1985, quando la guerriglia assaltò il palazzo di giustizia di Bogotà; nei violenti scontri che ne seguirono persero la vita un centinaio di persone, tra cui il presidente della Corte suprema. Nello stesso mese, un’eruzione vulcanica del Nevado del Ruiz distrusse interi villaggi, provocando molte vittime. "Colombia," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 |
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Belisario Betancur. Encarta |
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