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La Grecia antica : la guerra del Peloponneso
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Il declino politico di Atene si manifestò tuttavia nell’ambito della politica estera. Allo scontento degli alleati-sudditi della lega delio-attica si aggiunse una rinnovata capacità di competizione di Sparta. Una lega tra le città del Peloponneso che gravitavano attorno a Sparta esisteva dal 550 a.C.; nel 431 a.C. il malessere a lungo rimasto sopito emerse quando gli abitanti dell’isola di Corcira (attuale Corfù) chiesero aiuto a Sparta per liberarsi del legame imposto loro da Corinto, alleata di Atene. La lotta che seguì tra le due confederazioni sfociò nella cosiddetta guerra del Peloponneso, che colse Atene orfana di Pericle e in mano a politici o poco capaci o troppo ambiziosi (vedi Alcibiade). Il conflitto si protrasse fino al 404 a.C., e portò alla supremazia di Sparta sulla Grecia e all’imposizione del regime oligarchico dei trenta tiranni ad Atene; sistemi di governo simili vennero istituiti anche in tutte le città greche dell’Asia Minore. |
La dominazione spartana si dimostrò però assai più dura e oppressiva di quella di Atene. Nel 403 a.C. la fazione democratica degli ateniesi, guidata da Trasibulo, si ribellò, scacciò le guarnigioni spartane di occupazione e abbatté il potere dei tiranni restaurando le istituzioni democratiche e la propria indipendenza. Per liberarsi del giogo spartano, molte delle città greche non esitarono a rivolgersi al nemico di un tempo, la Persia, che dal 399 a.C. era tornata a premere sulle colonie dell’Asia Minore obbligando Sparta ad effettuare ripetute missioni militari nella regione. Nel 396 a.C. Argo, Corinto e Tebe si unirono ad Atene per abbattere definitivamente il potere di Sparta. |
La cosiddetta guerra di Corinto che ne seguì si concluse nel 387 a.C. con la pace di Antalcida, dal nome del generale spartano che si accordò con la potenza persiana, cedendole l’intera costa occidentale dell’Asia Minore in cambio del riconoscimento dell’autonomia delle città greche e del proprio ruolo di “gendarme” contro il risorgere delle pretese egemoniche di Atene. |
Guerra del Peloponneso |
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Nel 382 a.C. la rinnovata supremazia di Sparta impose a Tebe un governo oligarchico, contro il quale tre anni dopo si ribellò (con il sostegno di Atene) il generale Pelopida; nel 371 a.C. questi, affiancato da Epaminonda, inflisse nella battaglia di Leuttra una disfatta militare a Sparta, che si vide così sostituita da Tebe nel ruolo di potenza egemone in Grecia. La nuova posizione raggiunta da Tebe si basava tuttavia in gran parte sull’abilità politica e sulle doti militari di Epaminonda e venne meno quando questi rimase ucciso nella battaglia di Mantinea (362 a.C.) contro le forze di una coalizione antitebana promossa da Atene e Sparta, alleatesi tra loro. "Grecia antica," Microsoft® Encarta |
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