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Istituzioni politiche della Croazia
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Indipendente dal 1918, alla caduta dell’impero austroungarico, la Croazia fece in seguito parte del Regno dei serbi, croati e sloveni, e, dopo la seconda guerra mondiale, della Repubblica federale di Iugoslavia. Sotto la spinta di un forte movimento nazionalista, la Croazia si è data una nuova Costituzione nel 1990 ed è uscita dalla federazione iugoslava nel 1991. Riconosciuta dalla comunità internazionale nel 1992, la Croazia è oggi una repubblica con un accentuato carattere presidenzialista. |
Il presidente della Repubblica viene eletto a suffragio universale con un mandato di cinque anni. È nel potere del presidente nominare e revocare il primo ministro e i ministri, e indire nuove elezioni. Il sistema legislativo croato è basato sull’Assemblea (Sabor), dal 2001 composta da una Camera dei rappresentanti (Zastupnički Dom) di 152 membri eletti a suffragio universale per quattro anni (di cui 6 riservati alle minoranze etniche). Hanno diritto al voto tutti i cittadini a partire dai 18 anni di età (16 anni se occupati). Il sistema giudiziario croato prevede una Corte suprema e una Corte costituzionale; per entrambe, i giudici restano in carica per otto anni. La pena di morte è stata abolita nel 1990. |
La Croazia è suddivisa in venti contee e una municipalità. La scena politica croata, dall’introduzione del multipartitismo nel 1990, è stata dominata per tutti gli anni Novanta dalla Comunità democratica croata (Hrvatska demokratska zajednica, HDZ), fondata da Franjo Tudjman. Perno di un regime fortemente autoritario, l’HDZ si è notevolmente indebolita dopo la scomparsa di Tudjman, favorendo la crescita di altri partiti, tra i quali il Partito socialdemocratico (Socialdemokratska partija hrvatske, SDP) e il Partito popolare (Hrvatska Narodna Stranka, HNS). "Croazia," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 |
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