Arte italiana : Gotico in Italia
|
Fotografie Italia |
In Italia la diffusione dello stile gotico, nato nell’Europa settentrionale, si individua in primo luogo in alcune abbazie cisterciensi completate all’inizio del Duecento, tra cui figurano quella di Fossanova, nelle vicinanze di Roma (consacrata nel 1208), e quella di San Galgano, poco distante da Siena (1218 ca.). In Toscana il nuovo stile fu adottato in due famose chiese fiorentine, Santa Maria Novella (ricostruita nel 1246), caratterizzata da volte a costoloni tipicamente gotiche, e Santa Croce (ricostruita nel 1294-95), con tetto a struttura lignea e traforata e archi a ogiva. Le chiese toscane non presentano tuttavia gli archi rampanti degli edifici nordeuropei e rinunciano all’accentuato slancio verticale delle cattedrali francesi, tedesche o inglesi, a favore di un maggiore equilibrio tra gli elementi verticali (pilastri, lesene) e quelli orizzontali (trabeazioni e cornici): le proporzioni armoniose mostrano l’intento di non tradire la tradizione dell’architettura classica. |
Solo il Duomo di Milano, fondato sul finire del Trecento, si riallaccia più strettamente, nelle dimensioni grandiose, al gotico settentrionale: ma la costruzione, proseguita nei secoli successivi, rispecchiò via via anche altri stili, in particolare quello rinascimentale. |
Sebbene lo stile gotico abbia esercitato un certo influsso anche sulla scultura italiana, in questo ambito gli sviluppi maggiormente degni di nota derivano da una reinterpretazione dell’antica statuaria romana. Il maggior esponente di tale orientamento fu Nicola Pisano, autore di numerose opere monumentali tra cui il pulpito del Duomo di Pisa (1260), dove la figura nuda di Ercole che personifica la Fortezza fu senza dubbio ispirata da un sarcofago classico. Anche Arnolfo di Cambio, allievo di Nicola Pisano, optò per un moderno classicismo, evidente nella compenetrazione di scultura e architettura che caratterizza le sue migliori creazioni, nonché nell’armonia tra pieni e vuoti e nell’equilibrato rapporto tra effetti plastici ed effetti cromatici (tomba del cardinale Annibaldi, 1276; statua di Carlo I d’Angiò, 1277; cibori di San Paolo fuori le Mura a Roma, 1285, e di Santa Cecilia in Trastevere, ancora a Roma, 1293). |
Lo stile di Nicola Pisano si ritrova in parte nell’opera del figlio Giovanni, a sua volta condizionato dalla scultura francese, più incline del padre alla drammatizzazione delle raffigurazioni. I due artisti collaborarono nella realizzazione del pulpito del Duomo di Siena (1265), nel quale gli aggraziati drappeggi manifestano la loro scelta gotica. Le statue di Giovanni si distinguono soprattutto per le pose espressive e contorte, ad esempio nella figura di Aggeo (Victoria and Albert Museum, Londra), commissionata per la facciata della chiesa. |
La naturalezza e il gusto per la narrazione della scultura dei Pisano caratterizzano anche, mutato il mezzo artistico, i dipinti del fiorentino Giotto, una delle personalità più rappresentative della storia dell’arte italiana. Giotto fu allievo di Cimabue, che già aveva cominciato ad allontanarsi nella sua pittura dalla tradizione bizantina allora predominante. La tendenza espressiva e pittorica più vivace e naturalistica ideata dal maestro fu portata a compimento da Giotto, che lavorò nel grande cantiere della Basilica di San Francesco ad Assisi alla fine del XIII secolo e all’inizio del Trecento eseguì gli affreschi della Cappella degli Scrovegni di Padova. Giotto seppe conferire alle scene dipinte una convincente profondità spaziale e rappresentò i suoi personaggi in modo molto realistico ed espressivo per quel tempo. A tali tratti innovativi, che anticipavano il Rinascimento, l’artista aggiungeva la straordinaria capacità di raccontare, attraverso gli affreschi, storie di calda umanità. Contemporaneo di Giotto fu il pittore Duccio di Buoninsegna, iniziatore della cosiddetta scuola senese, il quale rimase, invece, più fedele alla tradizione bizantina. Come Giotto, Duccio possedeva un notevole talento narrativo, che espresse ad esempio nelle scene raffigurate sul rovescio della pala della Maestà (completata nel 1311 e oggi custodita nel museo dell’Opera del Duomo, Siena). Anche i personaggi di Duccio danno un’impressione di solidità e umanità che mancano nelle opere dei predecessori. |
![]() |
Duomo di Milano in Italia. Encarta |
Verso il medesimo naturalismo si indirizzarono i fratelli Ambrogio Lorenzetti e Pietro, anch’essi ispirati dalla pittura di Giotto, mentre Simone Martini, allievo di Duccio, accolse della nuova maniera soprattutto gli elementi lineari e cortesi, tipici del gotico francese. Le innovazioni introdotte da Giotto verranno sviluppate solo parzialmente dai suoi seguaci trecenteschi: saranno i maestri del Rinascimento a mettere pienamente a frutto la sua lezione. "Italia," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 http://it.encarta.msn.com © 1997-2009 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
![]() Ricerca personalizzata
|