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La Grecia antica : l'eta hellenistica
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Alla morte di Alessandro, i generali macedoni entrarono in conflitto tra loro per la suddivisione del vasto impero che egli aveva creato, e la lunga serie di guerre che seguì, tra il 322 e il 275 a.C., ebbe in gran parte come teatro la Grecia.

L’età ellenistica, compresa tra la morte di Alessandro Magno e la trasformazione della Grecia in provincia romana nel 146 a.C., segnò il trionfo della cultura e della civiltà greche, che assursero a modello universale in ogni regione del Mediterraneo antico. Quest’epoca fu dominata dalle tre grandi dinastie fondate dai diadochi, i generali di Alessandro (dal greco diádochos, cioè “successore”): i Tolomei in Egitto, i Seleucidi in Siria, gli Antigonidi in Macedonia, alle quali si aggiunse poi la dinastia degli Attalidi di Pergamo.

Le aristocrazie urbane di questi regni utilizzavano il greco come lingua comune; l’arte e la letteratura si svilupparono inoltre attraverso la combinazione di elementi greci e di tradizioni locali. Vennero fondate nuove città o ne vennero rifondate o abbellite altre preesistenti: le più importanti furono Pergamo in Asia Minore, Antiochia in Siria e, soprattutto, Alessandria (fondata dallo stesso Alessandro Magno nel 332 a.C.) in Egitto. Sotto i Tolomei, che utilizzarono le loro ricchezze per richiamare a corte poeti, eruditi, artisti e scienziati, Alessandria divenne il massimo centro economico, culturale e religioso di tutto il Mediterraneo. Crocevia di razze, lingue, merci di ogni provenienza, fu anche sede della famosa biblioteca, presso la quale prosperarono parimenti le discipline scientifiche e quelle umanistiche.

La fioritura culturale dell’età ellenistica fu caratterizzata ovunque dall’attività di matematici e scienziati come Euclide, Archimede, Apollonio di Perge, Eratostene, Aristarco di Samo, Ipparco di Nicea, Erone di Alessandria; di filosofi come Epicuro e Zenone; di poeti come Callimaco, Apollonio Rodio e Teocrito. L’esperienza della libertà civica delle singole póleis era infatti ormai superata e – dopo la costituzione dell’impero di Alessandro e dei suoi successori – assolutamente irripetibile; non si era persa però quella libertà intellettuale, quella creatività, che aveva contraddistinto il genio dell’uomo greco nei secoli precedenti.

Nel 290 a.C. le città-stato greche tentarono però di riguadagnare l’indipendenza unendosi in istituzioni di tipo federale come la Lega etolica (confederazione politico-militare costituita già durante il regno di Filippo II dalle città dell’Etolia per garantirsi sicurezza reciproca) e la Lega achea (280 a.C.), confederazione delle città del Peloponneso del Nord a cui si unirono altre città greche. Entrambe le alleanze cercarono di porre fine al dominio macedone, ma la crescente potenza acquisita dalla lega achea spinse quest’ultima a tentare di acquisire il controllo della Grecia: guidata da Arato di Sicione, entrò in conflitto con Sparta, in una guerra in cui non esitò ad appellarsi alla potenza macedone per avere ragione della resistenza spartana; questa venne infine piegata, ma a costo di consolidare la dipendenza della Grecia dalla Macedonia in modo ormai definitivo. "Grecia antica," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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