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Agricoltura in Puglia


Uliveto nel Salento
Uliveto nel Salento

La regione ha un’economia che la differenzia sensibilmente dal resto del Mezzogiorno italiano e che, per le sue caratteristiche generali e per il dinamismo, partecipa della condizione propria delle altre regioni adriatiche. Tuttavia, il reddito medio annuo pro capite (13.377 euro) non è superiore alla media del Mezzogiorno, e raggiunge appena il 75% della media nazionale. Nel 2004 il prodotto interno lordo pugliese fu di 63.595 milioni di euro. Il settore agricolo rappresenta la principale risorsa economica e dà lavoro al 18% della popolazione attiva.

A fianco della cerealicoltura, nella quale la Puglia ha una lunga tradizione, si sono affermate nuove specializzazioni, come l’orticoltura, favorita dall’irrigazione. Inoltre, la Puglia è ai primi posti in Italia per la produzione di olive. Dal punto di vista industriale anche la Puglia ha beneficiato, negli anni Settanta del Novecento, dall’iniziativa pubblica per il Mezzogiorno, che vi ha creato dei “poli di sviluppo” allo scopo di far decollare il settore. Ma il successo è stato minimo. Vi ha preso piede però l’iniziativa privata, con la creazione della piccola industria. Essa è destinata a riconvertire l’economia pugliese, che però continua a denunciare forti ritardi, testimoniati tra l’altro dall’alto tasso di disoccupazione (20,3% nel 1998). Le potenzialità della Puglia però sono elevate in vari settori: ad esempio il turismo, soprattutto quello balneare, può costituire una notevole fonte di ricchezza, ma è attualmente sfavorito dalla posizione geografica piuttosto emarginata della regione, e, sino a oggi, Gargano escluso, dalla scarsa attrezzatura alberghiera.

L’agricoltura pugliese ha iniziato una fase di modernizzazione con la riforma fondiaria degli anni Cinquanta, che ha decretato la fine o almeno la riduzione del latifondo. La scarsa produttività di queste terre era pari, un tempo, alla miseria dei braccianti. Il Tavoliere, ad esempio, che oggi è la zona più ricca dal punto di vista agricolo, era stato quasi essenzialmente adibito a libero pascolo per la transumanza invernale delle greggi che scendevano dai monti dell’Abruzzo e del Molise, seguendo antiche piste (tratturi). Per contro, nelle pianure costiere, orlate da dune sabbiose, si erano formate paludi malariche.

La distribuzione di numerosi comprensori ai coltivatori diretti e nello stesso tempo la nascita di vaste aziende, con alta specializzazione delle colture, soprattutto nelle fasce litoranee bonificate, hanno trasformato il paesaggio di intere zone. Rimane molto alto, più del doppio della media nazionale, il numero degli addetti al settore agricolo, ma si è dimezzato rispetto ai valori che si registravano ancora attorno al 1975.

Il dato più importante dell’economia pugliese è proprio l’elevato apporto dell’agricoltura alla formazione del reddito nazionale: la regione è abitata da circa il 7% della popolazione italiana, ma il valore della sua produzione agricola supera il 10%. E probabilmente si potrebbe ottenere un valore ancora maggiore dopo aver risolto il problema della insufficiente irrigazione di tanti terreni. La specializzazione delle aree colturali è la norma: frumento, come sempre, nel Tavoliere, olivi nelle colline delle Murge e del Salento, vigneti nell’entroterra di Bari, la cosiddetta Terra di Bari, e nello stesso Tavoliere, mentre nell’arco ionico del golfo di Taranto prevale l’orticoltura. La Puglia è, dopo l’Emilia-Romagna, la principale produttrice di frumento in Italia (oltre 10 milioni di quintali annui). Più del 20% delle aree destinate in Italia alle colture legnose si trova in Puglia; la regione fornisce quasi un quarto della produzione nazionale di uva (che, pur essendo destinata ampiamente al consumo, consente il primato alla regione per quantità di vino prodotto), più di metà sia di olive raccolte sia di olio prodotto. Quanto al settore orticolo, detiene quasi metà della produzione nazionale di pomodori, nonché il primato per insalata, peperoni, sedano, finocchi, cavolfiori, piselli. "Italia" © , Encarta, Wikipedia

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