Fotografie per taccuino fotografico
L'economia messicana
Immagini Messico

Dal punto di vista economico il paese riflette lo stato di transizione da un’economia primaria – basata essenzialmente sull’attività estrattiva e sull’agricoltura – a una fase di semi-industrializzazione. Malgrado la stretta e costante dipendenza dagli Stati Uniti, un forte impulso autonomo al settore secondario fu impresso già a partire dagli anni Trenta, e la progressiva crescita produttiva ebbe un’ulteriore impennata negli anni Settanta, in concomitanza con la scoperta di pozzi petroliferi nel golfo del Messico. Tradizionalmente orientati verso la nazionalizzazione di vasti apparati produttivi, dagli anni Ottanta, in coincidenza di una grave crisi recessiva, i governi messicani hanno dovuto rinunciare a un’economia di tipo protezionistico, cedendo alle richieste del Fondo monetario internazionale (FMI) e aprendo sempre più ai capitali stranieri.

La riduzione dell’intervento statale ha però avuto come conseguenza un consistente aumento della povertà, e i già inefficienti servizi sociali si sono rivelati sempre più inadeguati a fronteggiare i problemi causati dall’elevatissimo tasso di disoccupazione e dalla diffusione di malattie endemiche.

Nel 2006 il prodotto interno lordo fu di 839.182 milioni di dollari USA, equivalenti a 8.051,90 dollari USA pro capite.

Il 15% (2005) della forza lavoro è occupato nel settore agricolo, mentre un’alta percentuale dello stesso è impiegata nelle ejidos, ovvero le cooperative di peones, fondate nel 1915 a seguito della prima grande riforma agraria messicana. Nei primi anni Novanta il governo ha abolito tuttavia un enorme numero di ejidos per poterne privatizzare le terre: il provvedimento, che ha di fatto espropriato milioni di contadini, è alla radice delle rivendicazioni sociali del Fronte zapatista di liberazione nazionale.

L’agricoltura, in generale trascurata a favore dell’impulso dato all’industria nazionale e svantaggiata a causa della siccità, resta un settore piuttosto arretrato; infatti, nonostante i progetti d’irrigazione artificiale e i programmi di valorizzazione del suolo, i prodotti agricoli non coprono il fabbisogno nazionale. Le principali colture includono grano, frumento, orzo, riso, fagioli, patate, caffè, cotone, canna da zucchero; rilevante è il settore della frutticoltura. L’allevamento costituisce altresì una discreta risorsa economica, soprattutto di bovini, seguiti da suini, ovini, cavalli, asini e animali da cortile.
Raccolta della canna da zucchero, Messico
Raccolta della canna da zucchero, Messico. Encarta
Risorse forestali e pesca
Il 32,8% (2005) del territorio nazionale è coperto da foreste; tuttavia, a causa dell’eccessivo sfruttamento precedente, il governo ha provveduto a regolamentare severamente il settore. Tra i legnami più interessanti dal punto di vista economico si citano il pino rosso, il mogano, il cedro, il sandalo e il legno di rosa. La pesca viene principalmente effettuata nel golfo di California e l’industria ittica è in parte controllata da società cooperative che possiedono il monopolio su alcune specie. Oltre ai crostacei, che rappresentano una voce delle esportazioni, il pescato include abaloni, lucci, sardine, alici, tonni, acciughe, ostriche e sgombri. I settori agricolo, forestale e la pesca forniscono il 3,9% del PIL annuo del paese. "Messico" Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2008
http://it.encarta.msn.com © 1997-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati.
Ricerca personalizzata