Economia finlandese
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Nel 2006 il prodotto interno lordo ammontava a 210.652 milioni di dollari USA, pari a 40.000,10 dollari USA pro capite. In rapporto ai suoi abitanti, l’economia finlandese è quindi una delle più ricche del mondo. Il forte settore industriale del paese si sviluppò velocemente subito dopo la seconda guerra mondiale, soprattutto in relazione al fabbisogno della vicina Unione Sovietica, fino agli anni Ottanta principale partner commerciale della Finlandia. |
L’industria, già alla fine degli anni Sessanta impiegava più manodopera di quella occupata in attività agricole e forestali, che ancora oggi costituiscono il settore trainante dell’intero sistema economico e rappresentano una cospicua parte delle esportazioni del paese. Secondo i dati Eurostat, nel febbraio del 2003 il tasso di disoccupazione del paese era pari al 9%. I terreni coltivabili sono limitati esclusivamente alle fertili regioni costiere (il 7,3% del territorio totale), ma l’agricoltura è molto redditizia. I principali prodotti sono l’orzo, la barbabietola da zucchero, l’avena e la patata. Di una certa rilevanza per l’economia è anche l’allevamento di bovini, suini, renne e animali da pelliccia. Il comparto agricolo impiega il 5% della forza lavoro, producendo il 2,6% del PIL annuo (2006). |
La principale fonte di ricchezza è rappresentata dall’ingente patrimonio forestale, composto soprattutto da pini, abeti, abeti rossi e betulle. La produzione di legname era, nel 2006, di 50,8 milioni di m³. La pesca in mare e, in minor misura, nei laghi, soddisfa essenzialmente il mercato interno. |
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Agricoltura in Finlandia. Encarta |
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