Economia cubana
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Dalla fine del colonialismo spagnolo (1898), l’isola ha subito per un lungo periodo l’egemonia economica degli Stati Uniti. Prima della rivoluzione castrista (1959), le multinazionali statunitensi possedevano la gran parte delle strutture industriali e più dell’80% delle terre del paese. Con l’insediarsi del regime socialista, l’economia è stata in gran parte nazionalizzata (circa il 90% delle industrie e circa il 70% delle aziende agricole), ma il suo sviluppo ha fortemente risentito dell’embargo imposto al paese dagli Stati Uniti nel 1960 e successivamente rafforzato nel 1992. |
Fino agli anni Ottanta, Cuba ha beneficiato di consistenti aiuti da parte dell’URSS e degli altri paesi comunisti europei. A partire dagli anni Novanta l’economia è stata parzialmente liberalizzata. Oggi un’importantissima risorsa è costituita dal turismo. La canna da zucchero, di cui il paese è uno dei principali produttori mondiali, è la coltivazione prevalente sia per volume (12.191.563 tonnellate nel 2006) sia per valore commerciale. Il rinnovato impulso dato dal governo alla produzione dello zucchero, alla fine degli anni Sessanta, rappresentò il cambiamento di rotta rispetto alla precedente politica di rapida industrializzazione e di diversificazione dell’economia. altrettanto rilevante (32.739 tonnellate nel 2006) è quella del tabacco, che cresce specialmente nella provincia di Pinar del Río; gran parte del raccolto viene lavorato all’Avana per la produzione di sigari. |
Altri prodotti degni di nota sono caffè, agrumi, ananas, riso, cacao, fagioli, banane, mais, cotone, henequén (una fibra ottenuta dalle foglie dell’agave), patate, pomodori e pimento. Tradizionalmente rilevante è inoltre l’allevamento di bovini, suini, equini, ovini, caprini e pollame. Negli anni tra il 1945 e il 1960 l’abbattimento indiscriminato degli alberi aveva considerevolmente ridotto le aree forestali su tutto il territorio dell’isola. Intorno alla metà degli anni Sessanta il governo avviò un programma di rimboschimento che riportò il manto forestale a coprire il 24,5% (2005) della superficie del paese: il legname viene ricavato soprattutto dai pini. L’industria della pesca è gestita tradizionalmente da piccoli operatori indipendenti associati in cooperative. Il governo ha incentivato lo sviluppo della pesca d’alto mare ottenendo, alla fine degli anni Ottanta, un considerevole aumento del pescato annuo. |
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