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Storia della Cina: le dinastie Sung e Yuan
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La dinastia Sung (fondata nel 960 d.C. da Zhao Kuang-yin, comandante della guardia di palazzo del regno degli Zhou settentrionali, insediato sul trono dalle truppe con il titolo imperiale di T’ai-tsu) riuscì a porre fine al cinquantennio di lotte intestine seguito al crollo della dinastia Tang. Quest’epoca viene comunemente suddivisa nel periodo dei Sung settentrionali (960-1126), in cui la capitale fu stabilita a Kaifeng, e in quello dei Sung meridionali (1127-1279), la cui capitale fu Hangzhou.

 

Dinastia Sung
Imposto il proprio potere ai comandanti militari, i sovrani Sung favorirono lo sviluppo agricolo; particolare attenzione fu riservata allo sviluppo di progetti per la conservazione delle risorse idriche e all’espansione della coltivazione del cotone. Fiorirono inoltre l’artigianato e il commercio e vennero aperte nuove vie di comunicazione. I commercianti cinesi tornarono a spingersi oltre i confini del loro paese, sia via terra lungo la via della Seta, sia per nave fino al Mediterraneo.

Una minaccia costante fu però rappresentata dagli imperi confinanti: a nord e a ovest la dinastia mongolo-khitana (907-1125) di Liao espugnò Hebei e Hedong e costrinse i sovrani Sung a riconoscerle le precedenti acquisizioni della Manciuria e della Mongolia Interna (1005). Nel 1125 l’impero Liao venne a sua volta vinto dalla dinastia tungusa dei Jin, che l’anno seguente allontanarono i Sung dai loro domini settentrionali spingendoli a sud, dove questi diedero vita al regno dei Sung meridionali.

Nel 1206 tutte le tribù mongole si unirono sotto la guida di Gengis Khan e iniziarono una campagna di conquiste che diede origine al più grande impero del tempo. In Cina cadde per prima la dinastia Jin:

Gengis Khan espugnò Pechino nel 1215 per poi estendere il suo dominio su tutta la Cina del Nord. La conquista del regno dei Sung del Sud fu invece completata nel 1279, dopo quarant’anni di guerra, da Kublai Khan.
Dinastia Sung meridionale
Dinastia Sung meridionale. Encarta
Kublai spostò la capitale mongola a Khanbalik (Pechino), e da lì regnò su un impero esteso dall’Europa orientale alla Corea, dalla Siberia del Nord ai confini settentrionali dell’India, impiegando nel governo l’apparato amministrativo dei Sung. Sotto il regno della dinastia mongola Yuan si intensificò il traffico sulle vie commerciali dell’Asia centrale, controllate interamente dai mongoli. La Cina fu raggiunta da missionari e commercianti occidentali, tra i quali il mercante veneziano Marco Polo. Tuttavia nel paese cresceva il malcontento. La classe degli ex funzionari confuciani era irritata dalle proscrizioni che impedivano ai cinesi di ricoprire incarichi importanti, mentre il peso delle tasse alienò ai governanti l’appoggio della classe contadina.

A partire dal 1340 si ebbero insurrezioni in quasi tutte le province imperiali; nel corso di una di queste, Zhu Yuanzhang (un monaco buddhista) riuscì a estendere il suo potere su tutta la valle del Chang Jiang, e da lì nel 1371 marciò verso nord e prese Pechino. I mongoli dovettero ritirarsi a Nord, ma non smisero di rappresentare una minaccia.

"Cina," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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