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Le Filippine negli anni '90


Fidel Ramos
Fidel Ramos

L’ultimo anno del mandato presidenziale di Ramos fu caratterizzato dalle lotte politiche interne al governo e dalla diffusione della corruzione. Ciò determinò un forte calo della popolarità di Ramos, già intaccata dai drammatici effetti delle severe riforme economiche, che avevano determinato un forte aumento della povertà tra le fasce più basse della popolazione filippina. Tra la minoranza musulmana si andarono rafforzando posizioni estremiste. Alla fine dell’estate del 1997 un tentativo di modifica della Costituzione, che avrebbe consentito a Ramos di correre per un secondo mandato, provocò violente reazioni in tutto il paese. Nelle elezioni del maggio 1998 si affermò, con un programma di stampo populista, il vicepresidente della repubblica Joseph Estrada, una ex star del cinema filippino, che conquistò la maggioranza dei voti.

Effetti della “crisi asiatica” del 1997


Nel 1999 il paese fu infine raggiunto dagli effetti della “crisi asiatica” del 1997, mentre a Mindanao la situazione si fece nuovamente incandescente. Fatta eccezione per la formale costituzione di una Regione autonoma di Mindanao musulmana (con a capo l’ex leader del Fronte moro di liberazione nazionale), gli accordi di pace erano infatti stati sostanzialmente disattesi dal governo di Manila. Nel corso dell’anno due movimenti guerriglieri rilanciarono l’attività armata: il Fronte moro islamico di liberazione (staccatosi nel 1978 dal Fronte moro di liberazione nazionale) e il gruppo di recente costituzione Abu Sayyaf (“Padre della spada”), sostenuto dalla rete internazionale dell’integralismo islamico, che perseguiva un disegno di radicale islamizzazione dell’isola sul modello dell’Afghanistan dei taliban. Nel corso del 2000 la situazione filippina si deteriorò ulteriormente.

Infatti il paese non solo dovette fronteggiare a Mindanao e in altre isole dell’arcipelago la recrudescenza della guerriglia islamica (la cui azione si indirizzò anche contro turisti stranieri), ma fu anche travolto da un’acutissima crisi istituzionale. Accusato di appropriazione indebita di risorse statali e di corruzione, il presidente Estrada fu infatti posto in stato d’accusa. Il conflitto tra il presidente e il Parlamento, iniziato durante l’estate, continuò fino alla fine di gennaio 2001, quando Estrada, dopo settimane di violente proteste dell’opposizione, fu abbandonato da molti suoi ministri e infine costretto a dimettersi. Estrada venne sostituito dalla vicepresidentessa Gloria Macapagal Arroyo (figlia di Diosdado Macapagal, l’ultimo presidente prima dell’avvento di Marcos nel 1965). Alla fine di marzo il Fronte moro islamico di liberazione proclamò un cessate il fuoco. Alla fine di aprile l’ex presidente Estrada fu arrestato; tra i reati che gli vennero contestati, quello di aver intascato decine di milioni di dollari delle lotterie clandestine.

Primi anni 2000


Nell’agosto 2001 venne rilanciato il processo di pace tra il governo e il Fronte islamico moro di liberazione nazionale, mentre andò intensificandosi l’attività guerrigliera del movimento fondamentalista islamico Abu Sayyaf. Dopo l’attacco terroristico subito dagli Stati Uniti l’11 settembre 2001, il governo filippino si schierò apertamente con Washington nella lotta al terrorismo internazionale. Nel gennaio 2002 gli Stati Uniti dispiegarono nell’arcipelago filippino una forza di 4000 uomini. Contro le operazioni militari congiunte delle truppe statunitensi e filippine, Abu Sayyaf attuò una serie di attentati nella parte meridionale di Mindanao, provocando molte vittime; l’anno successivo le Filippine si schierarono con la coalizione a guida anglo-americana nell’offensiva contro l’Iraq di Saddam Hussein. Nel febbraio 2003 si interruppero le trattative di pace tra il governo e il Fronte moro di liberazione nazionale, riprendendo in giugno. Nel febbraio 2004 il governo avviò trattative di pace anche con l’organizzazione guerrigliera comunista della Nuova armata del popolo, che tuttavia si interruppero pochi mesi dopo. Nelle elezioni di maggio Gloria Arroyo venne confermata alla presidenza del paese, ritirando nel mese successivo le truppe filippine dall’Iraq. "Filippine," Origine : Emmanuel Buchot e Encarta.

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