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Storia dell'Islanda: crisi economica e diplomatica
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Nel 1964 e nel 1972, per proteggere la sua industria ittica, l’Islanda ampliò il limite delle proprie acque territoriali portandolo prima a 12 poi a 50 miglia nautiche. Alla decisione islandese la Gran Bretagna reagì inviando la marina militare a proteggere la sua flotta peschereccia. Ne scaturì un aspro scontro diplomatico, la cosiddetta “guerra del merluzzo”, che si acuì ulteriormente nel 1975, quando l’Islanda portò il limite della sua zona di pesca a 200 miglia. Alla dura reazione di Londra, Reykjavík replicò interrompendo i rapporti diplomatici con la Gran Bretagna, alla fine costretta, per non compromettere le relazioni all’interno della NATO, ad accettare le condizioni islandesi. |
Nel 1980 venne eletta alla presidenza del paese Vigdís Finnbogadóttir, la prima donna a ricoprire questo ruolo in un paese occidentale. Riconfermata tre volte, la presidente si impegnò per promuovere l’identità nazionale e culturale del paese. Negli anni Ottanta l’Islanda fu colpita dalla crisi economica; le violazioni alla moratoria imposta sulla caccia alle balene la esposero peraltro alle proteste internazionali e alla minaccia di embargo. La controversia si appianò nel 1989, quando l’Islanda sospese la caccia. Negli anni successivi il paese fu coinvolto in nuovi scontri diplomatici con la Norvegia e la Russia, che denunciarono lo sconfinamento della flotta peschereccia islandese all’interno delle proprie acque territoriali. Gli anni Novanta videro la ripresa dell’industria ittica, favorita dall’ampliamento delle quote di pesca. |
Nel 1996 a Vigdís Finnbogadóttir succedette alla presidenza del paese Olafur Ragnar Grímsson. Nello stesso anno Davíd Oddsson fu confermato alla guida di un governo conservatore. Sollevando aspre polemiche nel paese, nel 1998 il Parlamento islandese concesse a una società statunitense il diritto esclusivo d’accesso alle informazioni genetiche sulla popolazione. Le elezioni del 1999 confermarono il Partito dell’indipendenza del primo ministro Oddsson. Nel 2000, il Parlamento ratificò l’adesione dell’Islanda allo spazio Schengen. Le elezioni del maggio 2003 confermarono la coalizione conservatrice al potere. In agosto, dopo una moratoria durata quattordici anni, il paese annunciò la riapertura della caccia alle balene. |
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Vigdis Finnbogadottir |
La decisione (che allineava l’Islanda a Norvegia e Giappone) fu fortemente criticata da alcuni governi e dalle associazioni ambientaliste, le cui pressioni convinsero infine l’Islanda a non riprendere l’attività di caccia. Nel giugno 2004 Olafur Ragnar Grímsson venne confermato per la terza volta consecutiva alla presidenza del paese. In settembre Halldór Ásgrímsson succedette a Oddsson alla guida del governo islandese. "Islanda," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 http://it.encarta.msn.com © 1997-2009 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
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