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Storia della Serbia : Crescita del nazionalismo in Serbia
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Nella vicenda dello sviluppo del contrasto nazionalista, la Serbia ebbe una parte rilevante. Alla rivolta albanese esplosa nel Kosovo nel 1981, all’indomani della morte di Tito, la Serbia reagì alimentando un forte risentimento nei confronti della provincia meridionale, accusata di volersi riunire con l’Albania privando la civiltà serba della sua “culla”. Nell’estate 1986 alcuni membri dell’Accademia delle scienze e delle arti di Belgrado, tra cui il romanziere Dobrica Ćosić, firmarono un Memorandum che conteneva – oltre che una forte critica rivolta alla leadership comunista iugoslava per la gestione dello stato e per l’“indebolimento” della Serbia nei confronti delle altre repubbliche – considerazioni sull’identità nazionale serba e sull’importanza del Kosovo nel suo sviluppo. Il Memorandum ebbe l’effetto di scatenare una violenta polemica all’interno della Iugoslavia (peraltro alimentata da una raccolta di saggi di uguale tono nazionalistico, pubblicata in Slovenia pochi mesi dopo) e il rafforzamento delle tesi nazionaliste serbe, ma anche la ripresa della “mitologia” serba, legata al ruolo svolto dai serbi nello scontro tra l’islam e il cristianesimo nei Balcani. |
Nel 1986 Slobodan Milošević, un personaggio poco conosciuto e da poco entrato in politica, divenne segretario della Lega dei comunisti. Il nuovo leader iugoslavo tentò di sfruttare il malcontento generale, il risentimento serbo e le polemiche nazionali (spesso artificiose e funzionali all’indebolimento della Federazione), alimentate dalle tensioni in Kosovo, per consolidare la sua posizione all’interno del regime. Nella primavera del 1989 la Serbia revocò l’autonomia alla Vojvodina e al Kosovo. In giugno, nel seicentesimo anniversario della battaglia del Kosovo, Milošević raccolse più di un milione di persone nei pressi di Priština, rivendicando la sovranità serba sulla regione e la centralità della componente serba nella Federazione iugoslava. |
Milošević venne eletto alla presidenza della repubblica serba nel dicembre dello stesso anno. Nel 1990 la Lega dei comunisti, il partito unico al potere, aprì il sistema politico al multipartitismo. Le elezioni tenute in dicembre confermarono Milošević alla presidenza della Serbia. Nel giugno del 1991 Croazia e Slovenia proclamarono l’indipendenza. La Serbia compì un estremo tentativo di scongiurare la dissoluzione della Federazione inviando le truppe federali nelle due repubbliche. Se in Slovenia il contrasto durò pochi giorni e fu sostanzialmente incruento, il conflitto con la Croazia durò diversi mesi e causò migliaia di vittime. Nell’arco di pochi mesi si consumò la fine dello stato federale iugoslavo; dopo la Slovenia e la Croazia, anche la Macedonia e la Bosnia-Erzegovina (dove scoppiò il conflitto più lungo e violento) proclamarono infatti l’indipendenza. |
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Slobodan Milosevic |
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