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Commercio e finanze in Russia ed i trasporti
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L’unità monetaria è il rublo di cui, per molti decenni, il governo sovietico non permise la circolazione nei mercati esteri. Alla fine del 1991 il governo ne liberalizzò il cambio, causando una pesante svalutazione della moneta. Alla dissoluzione dell’Unione Sovietica venne adottato, in un primo momento, anche dalle repubbliche della Comunità di stati indipendenti, che lo hanno poi sostituito con valute proprie.

La struttura del sistema bancario russo è cambiata notevolmente dalla metà degli anni Ottanta. Negli ultimi anni di vita dell’URSS le banche sussidiarie della Gosbank, la banca federale del paese, furono trasformate in banche commerciali, riorganizzate sotto la nuova Banca Centrale Russa, e divise in due tipologie: le banche che servono le aziende statali e quelle al servizio del settore privato. Solo dodici banche straniere hanno avuto il permesso per operare nel paese. Dalla fine della seconda guerra mondiale fino alla metà degli anni Ottanta criteri politici imponevano che i principali partner commerciali dovessero essere soprattutto i paesi socialisti dell’Europa orientale: i maggiori scambi avvenivano con la Repubblica democratica tedesca, la Cecoslovacchia, la Polonia, l’Ungheria e la Bulgaria. Tra i maggiori partner occidentali figuravano la Repubblica federale tedesca, l’Italia e il Giappone.

Negli ultimi anni il commercio estero russo è cambiato radicalmente. Attualmente sono i paesi occidentali i principali partner commerciali della Russia; tra questi il più importante è la Germania, mentre soltanto il 20% delle esportazioni del paese è destinato ai paesi un tempo membri del COMECON. Cospicui scambi avvengono inoltre con le ex repubbliche sovietiche. La bilancia commerciale, negli anni 2002–2004, ha visto le esportazioni attestarsi all’80,3 % delle importazioni.

In Russia l’intera rete dei trasporti è controllata dallo stato. Il governo sovietico privilegiò strutture atte a spostare grandi quantitativi di merci e di persone con il minor costo possibile, a volte sacrificando la convenienza del consumatore in favore della massima efficienza. La rete maggiormente sviluppata è quella ferroviaria (85.542 km nel 2005), soprattutto nella Russia europea, collegata tramite la ferrovia Transiberiana alle regioni della costa pacifica.

La rete stradale ha un’estensione di 537.289 km (2001), dei quali il 67% è asfaltato. Un’efficiente rete di oleodotti e gasdotti ha permesso l’espansione dell’industria, mentre la navigazione marittima ha contribuito allo sviluppo del commercio estero.

Nel 2007 la flotta mercantile russa era tra le più cospicue al mondo, con oltre 3.481 imbarcazioni. I principali porti civili sono Novorossijsk sul Mar Nero; San Pietroburgo e Kaliningrad sul mar Baltico; Nahodka, Vostočny, Vladivostok e Vanino sulla costa del Pacifico, Murmansk e Arcangelo sulla costa artica.

Ferrovia transiberiana
Ferrovia transiberiana

Il fiume Volga è la principale idrovia interna su cui si svolge la metà del traffico fluviale del paese. La navigazione lungo il Volga fu potenziata con la costruzione di alcune grandi dighe, del canale Volga-Don, che fornisce uno sbocco sul Mar Nero, e del canale Volga-Baltico. I principali porti sul Volga sono Rybinsk, Nižni Novgorod, Samara, Volgograd e Astrahan. Un altro porto di rilievo è Rostov, sul mare d’Azov, vicino alla foce del Don. I porti di Mosca sono collegati al sistema del Volga attraverso il canale di Mosca. In Siberia e nella Russia estremo-orientale i fiumi rappresentano gli unici sistemi di trasporto nelle zone che non sono percorse da reti ferroviarie. "Russia" Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2008
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