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Importazioni ed esportazioni


Porto di Taranto
Porto di Taranto. Encarta

L’economia italiana è caratterizzata da un movimento assai vivace di scambi con l’estero, anche per la fondamentale necessità di importare materie prime. La composizione del commercio estero italiano è quella tipica di un paese trasformatore: prevalgono nelle importazioni le materie prime, tra cui quelle energetiche e quelle alimentari, e i semilavorati (anche se l’accresciuto benessere ha portato a incrementare le importazioni di prodotti finiti esteri, come le automobili o i televisori), mentre l’assoluta preminenza tra le esportazioni spetta ai manufatti. Nel 2004 il valore totale delle importazioni fu di 351 miliardi di dollari USA, mentre quello delle esportazioni raggiunse i 349 miliardi di dollari.

Tra i principali prodotti di esportazione si collocano quelli dell’industria meccanica (autoveicoli e mezzi di trasporto in genere, elettrodomestici, macchinari agricoli e industriali, utensili), dell’industria tessile e dell’abbigliamento, con particolare riguardo per la moda, le calzature e la pelletteria, nonché altri articoli di lusso, come i gioielli.

Molto importante è la cosiddetta “esportazione chiavi in mano”, che si rivolge ai paesi in via di sviluppo, di grandi infrastrutture, come dighe, porti, arterie stradali. Deficitario è invece l’ambito della chimica, in particolare per la farmaceutica: gran parte delle medicine presenti sul mercato italiano sono fabbricate all’estero o sono prodotte in Italia su licenza straniera. In modo analogo sono generalmente deboli i settori ad alta tecnologia; nel 1997, ad esempio, l’Italia è quasi definitivamente uscita dalla produzione di computer.

Circa il 60% del movimento commerciale si svolge all’interno dell’Unione Europea, in modo prevalente con la Germania e la Francia; al di fuori dell’UE, gli Stati Uniti sono il più importante partner commerciale. In aumento sono gli scambi sia con la Russia e i paesi dell’Est europeo (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia ecc.) sia con quelli extraeuropei, asiatici in particolare, oggi soggetti a un notevole dinamismo economico o forti esportatori di materie prime. Sia il blocco dei paesi ex comunisti sia quello dei cosiddetti “paesi in via di sviluppo” rappresentano due aree che offrono un vasto sbocco ai tipici manufatti italiani, perlopiù a medio contenuto tecnologico, che trovano invece una forte concorrenza in molti paesi dell’Unione Europea, negli Stati Uniti e nel Giappone.

La bilancia commerciale italiana, rimasta a lungo pesantemente passiva a causa soprattutto della forte spesa per le importazioni di minerali energetici e generi alimentari (carni e prodotti lattiero-caseari in particolare), ha avviato il risanamento negli anni Novanta.

Due sono stati i fattori importanti del successo: in una prima fase la svalutazione della lira, che ha reso più competitivi i manufatti italiani all’estero e ne ha rilanciato le esportazioni, e in un secondo tempo una contrazione dei consumi (da parte dei privati e delle industrie), e quindi una politica più restrittiva sulle importazioni.

Nella bilancia valutaria, che riguarda non gli scambi di merci ma i movimenti delle cosiddette “partite invisibili”, sono attive in Italia (anche se in minore misura rispetto a un tempo) le voci relative al turismo e quelle riguardanti i redditi da lavoro, cioè le rimesse degli italiani che risiedono e lavorano in altri paesi. La diminuzione dell’attivo è dovuta nel primo caso al fatto che sempre più italiani si recano in vacanza all’estero, nel secondo al fatto che gli emigrati man mano rientrano in patria. Sono invece costantemente passive le voci relative ai redditi da capitali, che riguardano le entrate e le uscite di capitali, sia per acquistare azioni di società straniere, sia per effettuare investimenti diretti all’estero; ciò significa che gli investimenti e i relativi ricavi degli stranieri in Italia sono molto più elevati di quelli degli italiani all’estero. Tra l’altro, molte delle aziende già di proprietà pubblica, di recente privatizzate, sono proprio state acquistate da gruppi esteri. "Italia" © , Encarta, Wikipedia

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