Storia dell'Arabia Saudita : l’ascesa di Fahd
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Nel marzo del 1975 Faisal fu assassinato da un nipote; gli succedette formalmente Khaled, ma Fahd, l’undicesimo figlio di Ibn Saud, più volte ministro, concentrò nelle sue mani un grande potere. Riyadh confermò la tradizionale politica conservatrice all’interno ed esercitò la propria influenza sull’OPEC per scongiurare l’aumento del prezzo del greggio richiesto della maggior parte dei paesi membri. Nel 1976 fu annunciato il passaggio completo del controllo dell’Aramco sotto la monarchia saudita. La politica di conciliazione nei confronti di Israele inaugurata dal presidente egiziano Anwar al-Sadat nel 1977 non incontrò l’approvazione di Riyadh, che dopo la firma degli accordi di Camp David nel 1979 ruppe i rapporti diplomatici con l’Egitto, sospendendo gli aiuti economici. Nello stesso anno la vita politica del paese venne sconvolta da due clamorosi eventi: la rivoluzione sciita in Iran e i gravi disordini provocati alla Mecca da fondamentalisti wahhabiti. |
Preoccupato per l’indebolirsi dell’unità nazionale, il governo di Riyadh introdusse severe misure di sicurezza e avviò il riarmo dell’esercito, concludendo nel 1981 un accordo con gli Stati Uniti aspramente osteggiato da Israele. Nel giugno del 1982, alla morte di Khaled, Fahd salì ufficialmente sul trono saudita. Nel corso degli anni Ottanta Riyadh sostenne l’Iraq di Saddam Hussein, impegnato nella violenta guerra contro la repubblica islamica iraniana, provocando il risentimento della minoranza sciita. L’Arabia Saudita fornì anche un fondamentale sostegno, economico ed ideologico, al jihad antisovietico in Afghanistan, grazie alla rete di madrase (scuole coraniche) wahhabite impiantate tra i profughi afghani in Pakistan. |
A coordinare l’intervento saudita in Afghanistan venne designato un giovane leader fondamentalista vicino alla famiglia reale, Osama Bin Laden. All’interno del paese andarono via via aumentando le tensioni religiose. Nel 1987 una violenta sommossa sciita scoppiata durante l’hajj – il tradizionale pellegrinaggio alla Mecca – venne repressa nel sangue, con centinaia di vittime; sempre durante le celebrazioni dell’hajj, nel 1990 bastarono modesti incidenti per provocare un’ondata di panico in cui trovarono la morte, schiacciati dalla folla, più di 1.400 pellegrini. "Arabia Saudita," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 |
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