La Cina negli anni 70 : ascesa di Deng Xiaoping
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Dopo la morte di Mao e Zhou Enlai, nel 1976, si scatenò la lotta per il potere tra moderati e radicali. Questi ultimi riuscirono a impedire l’elezione a primo ministro di Deng Xiaoping, che fu addirittura rimosso temporaneamente dagli incarichi di governo e di partito. Con un compromesso fra i due schieramenti, Hua Kuo-feng fu nominato primo ministro: sotto il suo governo prevalse la linea moderata. Per consolidare la propria posizione, Hua fece arrestare i capi dell’estrema sinistra, la cosiddetta Banda dei Quattro; quindi si concentrò sullo sviluppo economico della nazione, affidandosi al “partito dei pragmatisti”. Nel 1977 Deng riconquistò la scena, in base a un organigramma che venne confermato l’anno successivo dal V Congresso nazionale del popolo. |
Al miglioramento della situazione interna corrispose una nuova crisi con l’Unione Sovietica, determinata soprattutto dagli sviluppi politici nel Vietnam – dove il regime stava reprimendo severamente le minoranze cinesi – e in Cambogia, dove si era instaurato un governo filocinese. Nel febbraio 1979, per rappresaglia all’intervento delle truppe di Hanoi in Cambogia, Pechino lanciò un attacco contro il Vietnam, causando un breve ma violentissimo scontro. |
Preoccupata dalla minaccia rappresentata dall’alleanza tra Unione Sovietica e Vietnam, la Cina intensificò la politica di apertura diplomatica verso le potenze occidentali e il Giappone, cui si accompagnarono le prime aperture in materia di economia, intese principalmente ad attrarne gli investimenti esteri. Deng e il resto dell’anziana classe di governo cinese assunsero in campo economico un atteggiamento decisamente meno dogmatico rispetto a quello conservato nelle questioni politiche. Il programma delle “quattro modernizzazioni” (agricoltura, industria, difesa e ricerca scientifica) anticipò una serie di riforme economiche e di mutamenti di strategia indirizzati al rafforzamento e all’arricchimento del paese. |
La Cina si aprì al commercio e agli investimenti esteri, entrando a far parte della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale nel 1980. Il risultato fu una crescita economica annuale media del 10%, che proseguì per tutti gli anni Ottanta. Ma Deng stabilì anche “quattro principi-cardine” (al cui centro vi erano, almeno formalmente, il mantenimento del sistema socialista e della dittatura del proletariato), ponendoli a guardia dell’egemonia del Partito comunista nel paese. |
Nel corso degli anni Ottanta Deng stabilì un controllo sempre più stretto sul partito e sul paese, ritirandosi progressivamente nell’ombra. Nel 1980 Hua Kuo-feng si dimise dall’incarico di premier e fu sostituito da Zhao Ziyang, fedele sostenitore di Deng. Agli inizi del 1981, dopo un processo trasformato in uno strumento di propaganda per il regime, i membri della Banda dei Quattro vennero condannati alla pena capitale (commutata poi in carcere a vita). Nel giugno dello stesso anno un altro alleato di Deng, Hu Yaobang, sostituì Hua alla guida del partito. Nel 1982 vennero adottati un nuovo statuto del partito e una nuova Costituzione; questa restaurò la funzione simbolica del presidente della repubblica, abolita da Mao nel 1968. "Cina," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 http://it.encarta.msn.com © 1997-2009 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. |
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