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Storia della Germania : l’ascesa dell’Austria e della Prussia
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Nel tardo XVII e nel XVIII secolo la debole struttura dell’impero venne sostenuta da principi tedeschi minori, interessati a proteggerla, e insidiata invece da quelli più potenti, decisi ad acquisire una sempre maggiore autonomia. Tra questi ultimi, i Wettin di Sassonia, espandendosi verso est, divennero sovrani della Polonia; i guelfi del Brunswick-Lüneburg, divenuti elettori di Hannover, acquisirono grande influenza quando l’elettore Giorgio ereditò il trono d’Inghilterra con il nome di Giorgio I (1714); i Wittelsbach di Baviera ordirono invece complessi intrighi per ottenere i Paesi Bassi spagnoli. Dominanti su tutti gli altri principi erano però gli Asburgo d’Austria, che possedevano anche la Boemia e l’Ungheria, e gli Hohenzollern del Brandeburgo, in seguito sovrani di Prussia.

 

I principi si ritrovarono comunque uniti nel contrastare, in quattro diverse guerre, i tentativi del re di Francia Luigi XIV di estendere i propri domini fino al Reno: nella guerra di devoluzione (1667-1668) Federico Guglielmo, grande elettore del Brandeburgo, appoggiò il sovrano francese, ma gli si oppose poi nella guerra d’Olanda (1672-1678), nella guerra della Lega di Augusta (1688-1697), che vide i principati tedeschi reagire all’invasione francese del Palatinato, e nella guerra di successione spagnola (1701-1714), che scoppiò a causa delle pretese del nipote di Luigi XIV, Filippo V, al trono di Spagna. Per aver sostenuto in questo contesto gli imperatori Leopoldo I e Giuseppe I, l’elettore del Brandeburgo ottenne il riconoscimento imperiale, elevando così i propri possedimenti al rango di regno autonomo di Prussia.

Cessati gli scontri con la Francia, un nuovo fronte di guerra si aprì a nord e a est. Nella prima guerra del Nord (1655-1660) l’elettore del Brandeburgo si alleò con Polonia e Danimarca contro Carlo X Gustavo di Svezia; nella seconda guerra del Nord (1700-1721) si unirono, contro la Svezia, Sassonia, Polonia, Prussia, Hannover, Danimarca e Russia: alla fine della guerra, i trattati di Stoccolma e la pace di Nystadt assegnarono Stettino e la Pomerania occidentale alla Prussia, e le terre svedesi del Baltico orientale alla Russia.

I principi tedeschi dovettero infine affrontare anche i turchi ottomani che, dopo un periodo di relativa tranquillità, cominciarono a minacciare le frontiere nel sud-est europeo; quando le truppe turche invasero l’Ungheria nel 1663, le forze imperiali riuscirono a prevalere imponendo un armistizio di vent’anni. Al suo scadere, gli ottomani misero Vienna sotto assedio (1683), ma l’esercito dell’imperatore, con l’appoggio di quello del re polacco Giovanni III Sobieski, riuscì a respingere i turchi al di là del Danubio. Le guerre tra turchi e potenze cristiane proseguirono, finché il principe Eugenio di Savoia non riuscì a sconfiggere definitivamente le forze ottomane nella battaglia di Zenta (1697): con il trattato di Karlowitz (1699) gli Asburgo recuperarono la maggior parte dell’Ungheria, facendo di quel paese scarsamente popolato una colonia per molti tedeschi.

Federico Guglielmo
Federico Guglielmo. Encarta
"Germania," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009
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