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Arte italiana nei tempi antichi


Duomo di Monreale
Duomo di Monreale

Arte italiana Opere delle arti figurative e architettoniche prodotte nella penisola italiana dalla caduta dell’impero romano d’Occidente, avvenuta poco dopo la metà del V secolo, all’età contemporanea.

Caratteristica fondamentale dell’arte e dell’architettura italiane, soprattutto dopo il Rinascimento, fu il notevole influsso esercitato su di esse dall’eredità culturale del mondo classico, i cui valori erano ancora vivi nel paese. Un altro tratto saliente dipese, almeno in parte, dalla frammentazione politica del territorio italiano e consistette nel ruolo vitale svolto dalle scuole locali e dalle tradizioni regionali: centri d’irradiamento furono le grandi città, quali Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma e Venezia, ma anche centri più piccoli, retti da signori mecenati, come Ferrara, Mantova, Padova, Rimini, Siena, Urbino.

Dopo la deposizione dell’ultimo imperatore romano d’Occidente (476 d.C.), numerose popolazioni straniere invasero la penisola italiana e vi si stanziarono stabilmente, innestando le proprie tradizioni artistiche su quelle indigene. Sebbene l’estrema eterogeneità politica ed etnica, anche entro ristretti confini geografici, abbia prodotto in quei secoli una grande varietà di stili, è possibile individuare alcuni elementi distintivi dell’arte dell’Alto Medioevo che esercitarono una grande influenza fino al XV secolo.

Uno stile che, interpretato secondo il gusto delle diverse culture locali, rivestì un ruolo determinante nello sviluppo artistico italiano fu quello importato dai bizantini (vedi Impero bizantino; Arte bizantina). Nella capitale bizantina in Italia, Ravenna, nel VI secolo furono eretti meravigliosi edifici quali, ad esempio, la Basilica di San Vitale (consacrata nel 547 d.C.), caratterizzata da una fantasiosa struttura ottagonale, con uno spazio centrale coperto da una cupola e circondato da una galleria e da un ambulacro in penombra. Luminosi mosaici raffiguranti personaggi, episodi biblici e la corte dell’imperatore Giustiniano coprono le pareti: le figure sono ritratte in atteggiamenti ieratici, statiche e solenni, chiuse in rigidi drappeggi. Lo stile bizantino ispirò gli artisti italiani per tutto il Medioevo: basti ricordare la Basilica veneziana di San Marco, arricchita di splendidi mosaici tra il XII e il XIV secolo, e la facciata di Santa Maria in Trastevere a Roma.

Per tutta l’epoca paleocristiana e l’Alto Medioevo vennero costruite chiese perlopiù a pianta rettangolare, con interno suddiviso in navate di solito terminanti in un’abside all’estremità orientale. Tale impianto derivava da quello delle antiche basiliche, edifici pubblici romani, dalle quali le chiese cristiane, già numerose prima della caduta dell’impero romano, presero presto il nome. Nel V secolo l’imperatore Costantino ordinò la costruzione di alcune importanti chiese a Roma, tra cui San Pietro (radicalmente trasformata durante il Rinascimento), San Giovanni in Laterano e San Paolo fuori le Mura.

San Vitale, Ravenna
San Vitale, Ravenna

Cessata la supremazia romana nel panorama artistico italiano, il modello della basilica non tramontò, ma anzi fu ripreso e affinato in splendidi edifici, quali ad esempio la chiesa ravennate di Sant’Apollinare Nuovo, costruita all’inizio del VI secolo per volontà del re ostrogoto Teodorico.

Alcune forme artistiche islamiche, soprattutto di tipo decorativo, presero piede in Sicilia e nell’Italia meridionale nel IX secolo, a seguito della conquista saracena, e sopravvissero a lungo, anche oltre l’invasione normanna (XI secolo). Infatti in Sicilia i normanni, pur inclini a un’arte dalle linee più sobrie e dai volumi più massicci (secondo un gusto che si codificherà nelle forme dello stile romanico), non solo non poterono annullare la tradizione locale, ma in certa misura vi si adeguarono: così la Cappella Palatina di Palermo, edificata da Ruggero II intorno al 1131, unisce ai mosaici d’impronta bizantina un soffitto di legno decorato ad alveoli e stalattiti, di derivazione araba. Un analogo eclettismo può essere ammirato nel Duomo del vicino centro di Monreale, così come, anche se in misura minore, nelle cattedrali pugliesi.

L’influenza islamica si diffuse verso nord giungendo fino in Piemonte, dove uno stile arabo fu adottato per la volta del nartece del Duomo di Casale Monferrato. Anche se di tradizione essenzialmente romanica, non va dimenticato neppure il Duomo di Pisa, nel quale sottili archi a ogiva sorreggono la cupola dal sapore orientaleggiante.

Forme esemplari dello stile romanico comparvero in questo periodo a Firenze (chiesa di San Miniato al Monte). Più a nord gli artisti e gli architetti lombardi, attivi anche oltralpe, introdussero in Italia stilemi e modi delle tradizioni artistiche di diversi paesi dell’Europa settentrionale. Ad esempio, le sculture eseguite a Milano sono d’inconfondibile ispirazione germanica; mentre lo stile lineare ed espressivo del ciborio di Sant’Ambrogio può essere paragonato alla contemporanea produzione dell’arte ottoniana.

Ancora, se alcune opere milanesi dell’epoca, tra cui rilievi in avorio risalenti alla fine del X secolo e conservati al British Museum di Londra, sono copie evidenti di intagli bizantini, altri capolavori di oreficeria, come il tesoro della Cattedrale di Monza e l’altare d’oro di Sant’Ambrogio, sono raffinatissimi prodotti di arte carolingia.

Un’analoga molteplicità di stili caratterizzò anche l’architettura. Molte chiese lombarde, pure per tanti aspetti assimilabili agli edifici sacri romanici dell’Europa settentrionale, mantennero tuttavia la pianta priva di transetto delle chiese paleocristiane: si veda ancora Sant’Ambrogio a Milano (che, inoltre, con l’innovativa volta a costoloni anticipa il gotico).

La tendenza a rifarsi a tradizioni architettoniche diverse divenne ancora più marcata nel tardo Medioevo, quando nuovi modelli si imposero, importati da paesi vicini o derivati dall’arte classica. Nell’epoca in cui fu sancita l’autonomia comunale, ogni regione e ogni centro dell’Italia cominciò ad assumere fisionomia artistica propria, dando vita a stili, formule e moduli espressivi differenti. "Italia," Origine : Emmanuel Buchot e Encarta.

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