L'arte della dinastia Ching in Cina (1644 - 1912)
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Fotografie Cina |
Gli ultimi anni della dinastia Ming furono segnati da una grave precarietà politica interna. Tale situazione di debolezza venne sfruttata dalla confinante popolazione Manciù, che prese il potere nel 1644. Desiderosi di assimilare le tradizioni delle precedenti dinastie, i Manciù accolsero ogni aspetto della cultura cinese. La corte continuò a sostenere la reale accademia di pittura, anche se la maggior parte delle opere ivi prodotte si limitava a una buona imitazione degli stili Sung. Sotto la dinastia Ching emersero due distinte scuole wen-jen hua: un gruppo di artisti che si ispirava ai maestri del periodo Yuan, e i cosiddetti “individualisti”, che praticavano una forma di pittura libera e spontanea. |
Facevano parte di questi secondi il monaco buddhista Kun Can, autore di opere che ricordavano i dipinti Zen del periodo Sung meridionale, e Shi Tao, noto per il particolare cromatismo delle sue opere, arricchito di tocchi di inchiostro blu o rosa. |
Nel campo delle arti decorative il periodo Ching fu caratterizzato da un notevole virtuosismo tecnico, più che da innovazione estetica. Fu perfezionato il processo della smaltatura e messa a punto una gamma di nuovi colori per l’invetriatura monocroma della porcellana. Nel XVII e XVIII secolo i pezzi migliori venivano prodotti per i mercati europei. Quando anche in Occidente si iniziò a produrre porcellana bianca e blu o smaltata, la qualità delle ceramiche cinesi cominciò a declinare. Le opere migliori furono allora realizzate da artigiani di provincia, che non si mettevano in competizione con le manifatture imperiali, riuscendo a creare pregevoli oggetti per i committenti locali. |
Arti decorative |
Nella lavorazione dei metalli, nelle lacche e nelle giade intagliate Ching vennero riproposti gli stili ornamentali dell’epoca Ming. Una delle innovazioni più importanti fu il perfezionamento dell’incisione sul vetro soffiato. Crebbe anche la richiesta di mobili in legno, decorati a lacca e talvolta dorati, sia presso la corte imperiale sia tra ricchi funzionari e mercanti. |
Architettura |
Molte tradizioni Ming perdurarono anche in campo architettonico, in primo luogo la preferenza per strutture basse e massicce, sviluppate in larghezza con sequenze di ampie sale. Nei templi Ching, tuttavia, al contrario dell’uso Ming che prevedeva la presenza di decorazioni policrome in legno (retaggio dell’epoca Sung), prevale uno stile spoglio che enfatizza l’imponenza e la simmetria. I vari esempi di architettura Ching visibili a Pechino sono caratterizzati da tetti dorati, dettagli dipinti in rosso e scalinate in marmo bianco. "Cina," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 |
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Yi Bingshou: ideogrammi. Encarta |
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